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domenica, Maggio 29, 2022
La Maddalena. Festa della Madonnetta. Carlotto, 5 maggio1929.
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La Maddalena. La Madonnetta: una devozione per grazia ricevuta

Michele Scotto detto Zi Cristu

(di Claudio Ronchi) – La grazia della vita salvata, per la quale intercedette la Vergine, pregata con fede profonda, è alla base dell’antica devozione per la Madonnetta di Carlotto.

Avvenne infatti che in una terribile giornata di maggio di un anno attorno al 1880, il pescatore Michele Scotto*, col maestrale che imperversava burrascoso, ormai disperando per la propria vita e dei suoi figli, dopo aver invocato la protezione della Vergine puntò la prua della barca a vela – ormai carica d’acqua – verso una scogliera granitica e a picco, dove i cavalloni s’ infrangevano con cupa violenza.

La barca, costata tanti sacrifici, s’infranse, affondando. No, non morirono, riuscirono a salvarsi. Fradici, infreddoliti, un po’ doloranti per qualche botta sugli scogli e ancora impauriti per lo scampato pericolo, Michele Scotto detto Zi Cristu e i familiari, risalirono su per le rocce scoscese e impervie raggiungendo la sommità del promontorio, e ringraziarono la Vergine per il suo benevolo intervento. Da quel punto, posto a ovest, di fronte all’isola di Spargi, raggiunsero a piedi il paese, distante una decina di chilometri.

Michele Scotto tornò sul posto l’indomani e, recuperato il recuperabile della propria imbarcazione, allestì alla meglio, in un piccolo tafone, una piccola edicola all’interno della quale sistemò un’immagine della Madonna con una lampada votiva. Con la moglie e i familiari presenti recitarono il rosario, preghiera abituale per quella famiglia particolarmente nel mese di maggio. E ogni sabato lui stesso o un membro della propria famiglia per anni vi si recarono, in barca o a piedi, per accendervi una lampada votiva. Dopo pochi anni l’immagine della Madonna si deteriorò e venne sostituita con una statuetta. Scotto, che aveva avuto 8 figli, morì ultraottantenne il 30 agosto 1905 all’età di 87 anni e fu sepolto nel cimitero nuovo.

La devozione degli isolani, e in particolare dei pescatori, per la Madonnetta crebbe negli anni, anche in conseguenza di alcune “grazie” ricevute o presunte, e il luogo divenne sempre più meta di pellegrinaggi. Il tafone contenente la statuetta della Madonna fu sempre colmo di candele, lumini, ex voto e fiori.

Nel 1914, nell’ambito dei piani di fortificazione dell’Arcipelago, la Regia Marina costruì in quella zona la batteria costiera di Carlotto e la nicchia con la statuetta della Madonna venne inglobata nell’area militare. Ciononostante ai fedeli di veniva consentito l’accesso sia da terra che dal mare.

Nel 1923 fu destinato alla Batteria di Carlotto, come capoposto, il maresciallo Giovanni Maria Pitturru, maddalenino. Costui, insieme ad altri militari, costruirono la strada di accesso all’edicola. Nel 1928 il comandante della Batteria, capitano Antonio Saliero, convinto dal maresciallo Pitturru sull’opportunità della costruzione di una cappella, dispose una raccolta di fondi tra i militari, gli scalpellini di Cava Francese e i fedeli. L’inaugurazione e benedizione avvenne la prima domenica del maggio 1928 da parte del parroco Antonio Vico che concelebrò col cappellano militare, don Casimiro Liccioli, alla presenza dei comandanti militari, di quelli comunali e di numeroso popolo. La statuetta, quella collocatavi da Michele Scotto fu portata in processione tra i caseggiati della Batteria.

Il parroco Vico stabilì solennemente in quell’occasione che da allora, tutti gli anni, la prima domenica di maggio si sarebbe celebrata la festa della Madonnetta.

Dal 1946, con la reintroduzione della Festa del Lavoro, la festa fu fissata dal parroco Salvatore Capula al ° maggio, memoria di San Giuseppe lavoratore e inizio del mese mariano.

*Michele Scotto era nato a La Maddalena nel 1815 da Vincenzo Scotto Lo Massese e Firmina Scotto, entrambi di Procida. Sposò Emilia Pittaluga, di famiglia corsa.

La Maddalena. Festa della Madonnetta. Carlotto, 5 maggio1929.