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martedì, Maggio 24, 2022
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La Maddalena. Il “riarmo” e i possibili riflessi sul Presidio Militare di La Maddalena

(di Claudio Ronchi) – È poco probabile che, nell’immediato, si possa assistere ad un incremento della presenza della Marina Militare a La Maddalena; ma è probabile che, alla luce della recente aggressione della Russia all’Ucraina, Ministro della Difesa e vertici militari, preso atto dei nuovi scenari e dei rischi ad essi connessi, possano predisporre nuove misure atte a tutelare la sicurezza nazionale; e dunque operare scelte militari adatte alla nuova situazione.

L’incremento previsto (prima della guerra nel cuore dell’Europa) delle spese per la Difesa dell’Italia, che saliranno progressivamente al 2% del Pil, è possibile (auguriamoci di no) che aumenti, che il “riarmo” italiano possa subire non solo accelerate in termini temporali ma anche dal punto di vista quantitativo e qualitativo.

Le nostre forze armate, di cielo, di terra e di mare, potrebbero essere rafforzate, in termini di uomini, mezzi e armi, per difendere, non solo i confini della Nato, che corrono attraverso la Romania, Slovacchia, la Polonia fino ai paesi baltici, ma anche le stesse frontiere d’Italia (che è frontiera Nato a mare); aeree, terrestri e marine.

Ed è alla luce di queste considerazioni che potrebbe ritornare alla ribalta della difesa nazionale l’arcipelago di La Maddalena, polo formativo della Marina Militare e sede di deposito armi, a Santo Stefano; arcipelago comunque e sempre geograficamente collocato in una importante posizione, nel Tirreno e nel Mediterraneo.

Un primo provvedimento potrebbe proprio riguardare la Scuola Sottufficiali, per la necessità di accelerare la formazione degli allievi, per la specializzazione dei quadri permanenti, se non per un incremento in termini numerici, per andare a formare gli equipaggi delle navi da guerra, da varare o da mettere in cantiere, e per tutti gli altri servizi connessi con una situazione di “riarmo”, appunto.

Ma anche le gallerie sotto granito di Guardia del Moro, nell’isola di Santo Stefano, potrebbero assumere una rinnovata importanza, in una situazione nella quale non ci sarebbero solo più da conservarvi armamenti più o meno datati, o obsoleti carichi d’armi a suo tempo sequestrati ma potrebbero esservi stoccati anche armamenti nuovi e sofisticati, di difesa e perché no, anche d’offesa.

Se ciò dovesse verificarsi (speriamo vivamente di no), questo potrebbe presupporre anche la presenza di adeguati presidi armati di difesa, mobili e/o fissi.

Di conseguenza potrebbe da ciò derivare un incremento dei quadri permanenti militari come anche l’assegnazione di comandi più alti.

Ed è appena il caso di considerare possibile un rinnovato interesse, da parte della Marina degli Stati Uniti, per La Maddalena.

Sarà comunque interessante, per ora (e nel frattempo), vedere la portata dei successivi avvicendamenti nei comandi degli enti militari presenti a La Maddalena.