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venerdì, Ottobre 7, 2022
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La Maddalena. Ospedale Paolo Merlo: Bene la giornata addestrativa ma il resto?

(di Claudio Ronchi) – Preso atto con soddisfazione che giovedì scorso, si sia svolta al Paolo Merlo, una giornata addestrativa teorico-pratica che ha coinvolto l’intero personale del Pronto Soccorso e della Camera Iperbarica, ci si chiede – ad un mese e mezzo (16 febbraio) dall’incontro pubblico ai Magazzini Ilva, del direttore generale della Asl, Marcello Acciaro, con l’Amministrazione Comunane, associazioni, comitati e gruppo che si (pre)occupano della sanità maddalenina, se qualcosa sia cambiato (in meglio) – che cosa di ciò che era stato annunciato o auspicato sia stato, anche in parte, realizzato.

Ciò che per i piccoli ospedali prevede la Riforma Sanitaria Regionale dovrà essere adattato all’insularità, che è un’innegabile peculiarità di La Maddalena. Questo “filtro” dovrebbe consentire, stando a quanto espose lo scorso16 febbraio il direttore generale della Asl, Marcello Acciaro, di fare di quello di La Maddalena anche un Ospedale di Comunità, con letti gestiti da infermieri e con il supporto dei medici di base, a beneficio di pazienti cronici, pur mantenendo un reparto di Medicina, “che dovremo tenere con le unghie e con i denti”, per far fronte alle esigenze degli “acuti”.

È stato riaperto il Reparto di Medicina?

Rimarrà in vita, assicurò Acciaro, per le emergenze-urgenze, il Pronto Soccorso, in quei giorni ripotenziato (con esercitazione qualche giorno fa), che si avvarrà, come ormai da tempo, dell’indispensabile ausilio dell’elisoccorso, come dovrebbero continuare a lavorare il laboratorio analisi, che dovrà essere “attivo anche nel pomeriggio” e la radiologia “che dovrà lavorare in sicurezza anche di notte”, mentre per quanto riguarda la Dialisi l’impegno fu di riportarla all’efficienza passata.

Su questi tre fronti, qual è la situazione?

Per quanto riguarda invece la Camera Iperbarica, utilizzata da tempo solamente per le terapie programmate e non per le urgenze, “dobbiamo ragionarci”, ebbe a dire il direttore generale (e a questo punto ci si domanda quanto dovrà ancora durare questo ragionamento) mentre per il Punto Nascita, chiuso ormai da anni, non diede molte speranze affermando essere “una questione di numeri”, e ricordando che “il Ministero ha bocciato anche quello di Tempio”.

Partita dunque chiusa, o ci sono ancora speranze, si stanno ponendo azioni per ottenere la riapertura?

Il direttore generale Acciaro aveva ricordato poi che si sta entrando nell’era nuova della Sanità Digitale, ed aveva informato di essere al lavoro “in sinergia con tutte le istituzioni, Marina Militare compresa, oltre che col Comune”.

A che punto è questo lavoro sinergico?

Insieme ad Anna Maria Sanna, direttrice del Distretto, il dottor Acciaro affermò che si stava lavorando per l’attuazione di un progetto per una sanità sostenibile, anche in collaborazione con i medici di famiglia. “Un progetto – ebbe ad affermare la Sanna – volto all’individuazione di quella fascia di pazienti più debole, allettata, che ha maggior bisogno di assistenza e di pianificazione con dei piani individuali. La sfida è quella di evitare dei ricoveri impropri cercando di ottenere il massimo benessere dei pazienti che rappresentano la fascia più fragile della popolazione”.

Ad un mese mezzo di distanza da quelle dichiarazioni si sono fatti passi in avanti?