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domenica, Maggio 29, 2022
BreviNews

Palau. Il paese si mobilita per l’accoglienza dei profughi ucraini

(di Marilena Bruschi) – L’Amministrazione Comunale si è mobilitata per organizzare l’accoglienza ai profughi provenienti dalle zone della guerra in Ucraina.

Venerdì scorso, nella sala consiliare, si sono riuniti una quindicina di ucraini che abitano a Palau già da diverso tempo e tutte le associazioni di volontariato, Caritas, Avis, Protezione Civile, Croce Rossa, Croce Verde e l’Associazione Il Seme che raccoglie vestiario e casalinghi.

L’assistente sociale, dott.ssa Carta, ha espresso la solidarietà e la vicinanza alle loro preoccupazioni e la disponibilità del Comune e di tutte le associazioni presenti ad organizzare al meglio l’accoglienza dei parenti o amici che intendono riavvicinarsi ai propri cari.

Fino ad ora sono arrivate 5 persone, compresa una bambina, che hanno necessità di un alloggio.

Il sindaco Franco Manna ha invitato anche due interpreti per poter gestire al meglio le richieste e le esigenze degli ucraini che ancora non capiscono bene la lingua ed inoltre ha chiesto alla comunità ucraina di scegliere due o tre persone fra di loro, come mediatori culturali, per far parte di una commissione operativa.

“È importante – ha ribadito la dott.ssa Carta – sapere in anticipo quante persone intendono arrivare a Palau per poter organizzare la disponibilità degli alloggi, l’ingresso dei bambini nella scuola e attivare tutte le procedure sanitarie in ingresso ed anche durante la permanenza. Per attivare il supporto logistico è importante avere la documentazione da inviare alla Prefettura”.

Una pediatra presente all’incontro ha dato subito la sua disponibilità all’assistenza dei bambini.

Il parroco don Paolo Pala, come rappresentante del settore caritatevole ed ecclesiastico, ha informato che la comunità si è già attivata nella raccolta di medicinali e denaro; fra giorni partirà un altro carico, ma per consentire una un’effettiva integrazione è importante la collaborazione con l’Amministrazione, evitare la tentazione dell’improvvisazione e del  “fai da te” per poter essere tutelati legalmente sulla loro presenza nel territorio ed avere tutta l’assistenza burocratica, sanitaria, lavorativa, logistica ed il supporto psicologico da personale esperto in traumi da guerra.