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venerdì, Ottobre 7, 2022
Mons. Sebastiano Sanguinetti, vescovo di Tempio Ampurias
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Mons. Sanguinetti, il suo messaggio in questa Quaresima di guerra

(di Claudio Ronchi) –Con la pandemia ancora in corso, tanto per tenerci sempre desti, la Quaresima di quest’anno inizia con i venti di guerra, con il rombo degli aerei e dei cannoni, con lo sferragliare dei carri armati e con l’inevitabile tragica scia di vite umane stroncate e di distruzione tipici di ogni guerra…” . A scriverlo ai fedeli della Gallura e dell’Anglona è il vescovo, Sebastiano Sanguinetti, oggi, 2 marzo, Mercoledì delle Ceneri.

Hanno colpito la coscienza di tutti la visita personale di Papa Francesco all’Ambasciatore della Russia presso la Santa Sede per far giungere un forte invito ad interrompere il ricorso alle armi pe, e le accorate parole pronunciate nel corso dell’Udienza generale di mercoledì 23 febbraio. Nelle parole del Papa vi è l’angoscia e la preoccupazione di tutti noi: Ho un grande dolore nel cuore per il peggioramento della situazione in Ucraina”.

In questo Mercoledì delle Ceneri, giornata di preghiera e di digiuno indetta da Papa, prosegue il vescovo, “la Quaresima, torna provvidenziale anche quest’anno per aiutarci a capire che soltanto la conversione del cuore può essere la vera condizione per rendere la nostra vita personale e i rapporti sociali tra individui e tra Stati coerenti con il bisogno di pace, di coesione sociale, di serena convivenza tra individui e tra popoli. È consolante e anticipatrice di giorni migliori la voce di folle sterminate che in tante piazze del mondo si leva per condannare la guerra e invocare la pace e il dialogo come unica via per costruirla, ma anche la mobilitazione di massa da tutti i paesi occidentali per inviare aiuti e sostegno alle popolazioni colpite dalla guerra”.

La Quaresima ci consegna alcuni strumenti per renderci forti e perseveranti nel “fare il bene”:

La preghiera, “che ti fa mettere Dio al primo posto ti aiuta a superare ogni condizionamento che ti rende schiavo di te stesso, delle tue passioni, dei tuoi egoismi, ma anche di chi attorno a te ti inganna con falsi e allettanti miraggi”.

Il digiuno, “che ti aiuta a scoprire e a venire incontro alla fame di chi non ha pane e di che vestirsi, ti aiuta a dare importanza alle cose che contano perché essenziali, non superflue e di corto respiro”.

L’elemosina, “che ti fa scoprire il calore della condivisione, ridona il sorriso a chi piange, ridà speranza a chi trova sempre le porte chiuse”.

Noi cristiani, conclude il vescovo Sanguinetti, “se prendiamo sul serio il messaggio di amore e di pace e ne facciamo la nostra ragione di vita saremo sempre più lievito di speranza e di rinascita anche in questo tempo di pandemia e nonostante i venti di guerra generati da una visione miope e scriteriata della storia umana”.