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venerdì, Ottobre 7, 2022
CulturaNews

La Maddalena. L’Opinione: Vedere oltre

(di F.Pio Palazzolo) – Certe volte rifletto sul presente della “mia amata Isola” e mi viene in mente un set cinematografico con costruzioni, paesaggi, strade, insomma tutto bellissimo, a patto di non perdere quella data prospettiva altrimenti … altrimenti ti rendi conto che è tutto apparenza, che dietro c’è il nulla! O quasi.

È come quei paesaggi che guardi da lontano e tutto ti appare perfetto, ben messo poiché il particolare si mischia al generale e si diluisce e si perde. Alcuni esempi concisi; è come guardare Piazza Umberto I da Punta Chiara: bellissima piazza, grande piazza poi, quando ti avvicini, ti rendi conto che è tutta fratturata, sconnessa inclinata, che la fontana è “finta”, per una ragione o per un’altra non funziona, tanto che per farla apparire le hanno incastrato finti getti fatti di lampadine. Aiole sgangherate con piantine non curate, e via dicendo, violentata da casematte e casermoni. Taccio per pudore sulla piazza/posteggio dirimpettaio!

Altra perla da non perdere per una visita, Cala Balbiano: esempio di approdo “sicuro” ben curato, per ora, contiene poche barche ma di razza (?), con le sue “Secche Sacre” all’ingresso, segnalate talmente bene che sono più grandi i segnalamenti delle stesse, ah! da non dimenticare il “Finto Scalo” opera straordinaria, ottimo per non far alare nessuna barca ma solo per far scena!

E il molo delle torpediniere? Tranne i pontili galleggianti, si è fatta una banchina dove, per un lungo tratto, non puoi varare o far approdare neanche un modellino di imbarcazione: per bene che vada ci sono due palmi d’acqua, con l’alta marea!

E il caro mercato civico? Altro monumento “all’incompiuta”: aprirà non aprirà se aprirà, per farlo, dicono ci vorranno, ancora, centinaia di migliaia di euro!

Vogliamo dire due parole due sull’Opera Pia? Almeno prima aveva una forma! È sempre stata “L’INCOMPIUTA” da quando ero bambino, e non si è mai capito a cosa sarebbe dovuta servire veramente. Oggi, oltre ad essere solo un “muraglione” sulla strada, è ancora inutile: si son buttati tanti soldi e ancora se ne vogliono buttare, per farne cosa?

Dato che siamo lì vicino, il nostro caro ex Ospedale P. Merlo: scatolone “rimesso a nuovo” ma vuoto, o quasi, dove medici e infermieri vengono mortificati nella loro professione perché non gli si danno gli strumenti per lavorare seriamente e in sicurezza: dovrebbe essere “il” caposaldo dei servizi, per residenti e turisti, il minimo per un’isola, per garantire il sacro santo diritto alla salute! È lasciato lì a degradare dall’ignavia o dall’impotenza di chi invece dovrebbe prendere le redini, scuotendo anche i cittadini dormienti, e chiederne l’immediata piena funzione ai signori che si trovano a Cagliari: chi ha in carico la tutela della salute pubblica? Siamo qua tutti a sperare che non ci prenda un accidente poiché saremmo costretti a traslocare di fretta per cercare di salvare la pelle! Le ambulanze vanno a sirene spiegate, ma vanno dove? In un luogo “non luogo” dove, non essendoci strumenti d’intervento, si viene dirottati su Olbia: traghetto, elicottero e tempo (non solo metereologico) permettendo!

In ultimo. Ci siamo imbarcati, e mi ripeto, spero con almeno un ritorno d’immagine, nel tenzone della “cultura” avendo dimenticato il nostro dialetto, le nostre tradizioni, a volte rinnegando le nostre radici che, pur ibride, hanno dato lustro e connotazione positiva a questo luogo e, assumendoci, spesso, un ruolo senza esserne preparati, siamo diventati altro da Noi: Apparenza molta e sostanza, poca! I nosci vecchi diciani: Cu’ cappiddhinu in capu e i mutandi rutti!