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lunedì, Maggio 23, 2022
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La Maddalena. Quale turismo? Bisogna guardare a Formentera, Minorca e Bonifacio

(di Claudio Ronchi) – Il modello di sviluppo turistico non può essere Rimini o Riccione ma neanche la Costa Smeralda o Alghero: i riferimenti per fare di La Maddalena una destinazione turistica “appetibile”, sia a livello nazionale che internazionale, devono essere Formentera, Minorca nelle Baleari in Spagna e, senza andare troppo lontano, la Corsica meridionale Bonifacina. Questo è quanto sostieneJosep Ejarque della F Tourism & Marketing”, consulente esperto in Destination Management & Marketing che insieme all’assessore al turismo, Gianvincenzo Belli, ha tenuto, giovedì 20 gennaio un incontro di presentazione delle idee base per il Piano Strategico di Sviluppo e Marketing il 2020-2025.

Un piano a breve-medio termine, che dovrebbe iniziare ad operare già dalla tarda primavera perché uno degli obiettivi fondamentali è quello di favorire l’allargamento della stagione turistica anche nei mesi cosiddetti di spalla.

Una destinazione organizzata e preparata,ha detto Josep Ejarque, che non si presenti soltanto, al mondo, come territorio ma come offerta turistica, come proposta turistica organizzata.

E per far ciò è necessario partire da come La Maddalena viene possa percepita dall’esterno, non solo per il fatto che sia bella e pregiata dal punto di vista ambientale, ma anche come un luogo dove si può star bene, dove si possano svolgere molteplici attività e soddisfare diversi interessi oltre a quelle strettamente legate al mare, al sole, alla nautica. Bisogna, in altri termini, domandarsi, ha detto Josep Ejarque, che cosa voglia il mercato turistico nazionale ed internazionale, per realizzare e offrire ciò che il mercato chiede.

Ma a quale mercato, a quale turista, dovrà e vorrà rivolgersi La Maddalena?

Non, come è già stato indicato, a quello della Costa Smeralda o a quello dei grandi centri dell’Adriatico; La Maddalena non deve essere una destinazione turistica né elitaria o comunque di particolare elevato livello né di massa; non deve essere né boutique né bazar.

La Maddalena deve essere una destinazione “ambita”, ovvero di un livello superiore a quello medio del resto della Sardegna: una destinazione premium.

E quello a cui bisogna guardare non è il numero degli arrivi turistici bensì al loro valore, nel senso della ricchezza che portano.

Il piano illustrato da Josep Ejarque, le cui linee essenziali abbiamo riferito, non è qualcosa che cala dall’alto bensì si tratta di linee guida che devono valutate, riempite e concretizzate attraverso il contributo dei cittadini ed in particolare degli operatori turistici, della ristorazione e dei servizi.

Giovedì scorso di cittadini operatori, nel Salone Consiliare ce ne era un certo numero e molti altri hanno seguito l’incontro in streaming.

Josep Ejarque e Gianvincenzo Belli hanno dato appuntamento per il prossimo 28 gennaio, in streaming, per iniziare ad affrontare i vari tavoli tematici.

Si tratterà d’ora in poi di vedere come e se sarà costruito quell’indispensabile ponte che consente di passare dalla teoria alla pratica.