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mercoledì, Settembre 28, 2022
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Palau. Marco Orecchioni, ricercatore palaese negli Usa

(di Marilena Bruschi) – Un ragazzo di Palau, il dott. Marco Orecchioni, viene nominato sulla rivista scientifica “Science”, come primo autore della sorprendente ricerca sulla presenza di una sostanza chiamata Octanal nel sangue.

Marco, ragazzo solare, attivo e sempre presente a tutte le attività della comunità palaese, e sempre pronto a fare nuove esperienze, ad appena 22 anni ha deciso di lasciare la Sardegna per fare ricerca sperimentale in America ed ora vive a San Diego, in California. Collabora con “La Jolla Institute for Immunology”, una coalizione di leader del mondo accademico e industriale per interagire tra la scienza di base e la ricerca applicata, per una migliore comprensione del sistema immunitario attraverso lo sviluppo di trattamenti e cure sui disturbi del sistema immunitario stesso.

Il dott. Marco Orecchioni (in una delle due foto con la moglie, anche lei ricercatrice), che gentilmente ha risposto alle mie domande, ha cercato di spiegare in modo semplice la sua ricerca:

“Questo progetto è nato da una scoperta casuale di questi recettori olfattivi nei macrofagi. Abbiamo scoperto la presenza di una sostanza chiamata Octanal nel sangue, che aumenta in persone che hanno il colesterolo alto e trigliceridi alti, quindi persone con rischi di sviluppare malattie cardiovascolari.

Nella sperimentazione sui topi, prosegue il dott. Orecchioni, “quando iniettata per un po’ di tempo, induce infiammazione e la formazione delle placche aterosclerotiche. Questa sostanza è riconosciuta da un recettore chiamato Recettore Olfattivo di tipo 2 (olfr2) negli esseri umani si chiama OR6A2, che abbiamo scoperto essere presente in alcune cellule del nostro sistema immunitario chiamati macrofagi (i macrofagi nelle arterie “fiutano” l’ambiente circostante). Questo recettore riconosce la presenza dell’Octanal nel sangue oppure nei tessuti, come nelle arterie, e promuove l’infiammazione. L’abbiamo scoperto – prosegue il ricercatore palaese – perché bloccando questo recettore (nei topi) con tecniche di modificazione del genoma, oppure usando una sostanza chiamata Citral (una sostanza che profuma di limone, la si trova nella citronella e anche nel limone) abbiamo visto la riduzione dell’infiammazione e anche della progressione della malattia”. 

Questo studio, che vede artefice il dott. Marco Orecchioni, “è solo il primo tassello di un qualcosa estremamente nuovo, dice, ha aperto anni di ricerca davanti a noi”.

Il ricercatore palaese intende continuare a studiare l’aterosclerosi, ma è curioso di sapere se i recettori olfattivi possano svolgere un ruolo anche in altre malattie metaboliche, come il diabete.