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domenica, Settembre 25, 2022
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La Maddalena. Legami storici, sociali e familiari tra Procida e Maddalena

(di Claudio Ronchi) – Procida, che quest’anno 2022 è Capitale Italiana della Cultura e La Maddalena che aspira ad esserlo nel 2024.

E se è vero che il mondo della cultura affonda le proprie radici in quello scolastico è stata decisamente opportuna l’iniziativa del Liceo Garibaldi che nei giorni scorsi ha messo in collegamento la Quarta Classe dello Scientifico con una Quarta Classe di un Istituto procidano. Questo per evidenziare, in particolare, il profondo legame storico, sociale e familiare che lega le due isole del Mar Tirreno.

La prof.ssa Giovanna Sotgiu”, è scritto in un comunicato della scuola isolana, “ha ripercorso la storia delle prime famiglie procidane insediatesi a La Maddalena, dagli Acciaro ai Lobrano o Lubrano, dagli Scotto ai Tarantino. In larghissima parte famiglie di pescatori che, fra la fine del Settecento e i primi anni dell’Ottocento arrivarono a La Maddalena per “la stagione”, ovvero nel periodo più proficuo (primavera-estate) per l’esercizio della pesca, in particolare delle aragoste. Dormivano in barca o a terra, senza occupare abitazioni nel borgo di La Maddalena. Col tempo la loro presenza iniziò a diventare stabile e piccole comunità procidane si accasarono sull’isola: costituivano una enclave con abitudini, idee e modi ben riconoscibili”.           

La prof.ssa Sotgiu, tra le varie figure di rilievo di questa comunità, ha voluto ricordare in particolare la maestra Giovannetta Tarantino, prima insegnante elementare maddalenina; iniziò la sua carriera nel 1859 a Santa Teresa trasferendosi definitivamente a La Maddalena nel 1861. E poi ha ricordato il pescatore Michele Scotto, figlio di procidani, uomo molto religioso, tanto da essere soprannominato “Zi Cristu”. Era, come quasi tutti i procidani, pescatore di aragoste e portava l’orecchino al lobo sinistro, secondo l’usanza di Procida. Pregò con fede la Madonna, durante una terribile tempesta, riuscendo a salvarsi con l’equipaggio, raggiungendo gli scogli di quella che oggi viene chiamata Carlotto e dando inizio al culto della “Madonnetta” che si celebra tuttora ogni 1° maggio.