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venerdì, Gennaio 28, 2022
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La Maddalena. Ripartiranno gli abbattimenti; Parco Nazionale: la sterilizzazione dei cinghiali sarebbe costosa e inefficace

(di Claudio Ronchi) – Da venerdì 7 gennaio – secondo l’ordinanza n. 14/21 del sindaco Fabio Lai – riprenderanno gli abbattimenti nell’isola di Maddalena degli ibridi di cinghiale, interrotti lo scorso 23 dicembre per il periodo natalizio.

Iniziati, gli abbattimenti, a dicembre, proseguiranno fino a tutto marzo, nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì di ogni settimana, nella fascia oraria compresa tra le 15:00 e le 21:00. Poi si proseguirà con la cattura con le gabbie de la relativa soppressione.

Questi interventi cruenti, attesi ed auspicati da molti cittadini e avversati da altri, si sono resi necessari perché questa presenza, peraltro non endemica, non solo sta da tempo risultando devastante per la flora e per molta fauna ma ormai rappresenta un pericolo per le persone oltre che per le cose in termini di danni.

Si parla infatti di ben oltre 1000 esemplari di ibridi di cinghiale tra Maddalena e Caprera, numeri enormi se si considerano la limitata estensione delle due isole e la densità di popolazione umana in quella di Maddalena.

Dunque interventi cruenti dettati dalla necessità, particolarmente, della sicurezza delle persone.

Da alcune parti si è invocato il procedimento della sterilizzazione al fine di evitare le “stragi”. A parte il fatto che l’obiettivo del Parco Nazionale è quello dell’eradicazione di questa specie, non autoctona, dal Parco stesso rispondono che la procedura della sterilizzazione sarebbe “costosa e inefficace. L’elevato numero di capi raggiunto in questi anni (stimato ben oltre i 1000) non lascia spazio neppure alla sperimentazione della sterilizzazione delle femmine, operazione complicatissima e, come dimostrato da autorevoli fonti scientifiche, inefficace”. Il Parco Nazionale cita un articolo scientifico pubblicato sella rivista PLOS ONE (Croft S., Franzetti B., Gill R., Massei G.): “La somministrazione per via orale non esiste, pertanto l’unico metodo praticabile per sterilizzare le femmine sarebbe la cattura e l’iniezione del vaccino per via intramuscolare ad ogni individuo, obiettivo impossibile da raggiungere su numeri ampi”. Del resto, “un cinghiale sterilizzato sarebbe in grado di provocare danni e incidenti quanto un cinghiale non sterilizzato”. Pertanto, “la sterilizzazione delle femmine delle popolazioni di cinghiali, come metodo non cruento di riduzione del numero di capi, è inapplicabile e inefficace”.