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domenica, Settembre 25, 2022
CulturaStoria

190 ANNI FA-SANTA TERESA GALLURA. Siccità e cavallette, tempi duri per la giovane comunità teresina

(di Claudio Ronchi) 

Una crisi colpì, nel 1831 e negli anni successivi, tutta la Sardegna. Ci fu la carestia, in conseguenza della siccità: Specialmente in Gallura le nubi venivano spazzate via dai venti mentre le alte pressioni d’origine africana (da dove c’era sempre anche il pericolo che giungessero i barbareschi) portavano caldo umido e malaticcio; a ciò si aggiunse lea piaga delle cavallette.

La terra s’ inaridì, i raccolti già scarsi, andarono a ridursi e tutto ciò mise a dura prova persone e animali. Non si morì di fame ma per le conseguenze della scarsa alimentazione che procurava debolezza e fragilità, specialmente negli anziani e nei bambini.

Nel 1831 il sindaco era Biacarelli (che era succeduto a Rasenti, il quale insieme al Consiglio Comunicativo aveva già chiesto al Re l’esenzione dal pagamento delle imposte). A Bertarelli succedette, l’anno successivo, Giuseppe Verrina.

In quell’anno 1831 Santa Teresa, che aveva oltre 700 abitanti, era passata dalla Provincia di Ozieri dove era stata collocata nel 1808, all’atto della Fondazione, a quella di Tempio.

Fin dal 1814 il luogotenente Ignazio Bosio era stato nominato comandante di Santa Teresa e direttore della popolazione. In quell’anno 1831 e in quello successivo fu parroco don Giacomo Murino.

L’articolo nasce dalla consultazione di: “Le Bocche di Bonifacio, il tempo e i luoghi di una regione di frontiera”, di Antonio Frau e Giovanna Sotgiu, Paolo Sorba editore, La Maddalena.