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martedì, Giugno 28, 2022
BreviNews

La Maddalena. L’Opinione: Totem e tabù

(di F. Pio Palazzolo) – Leggo con piacere che i timori per un nostro deficit sanitario, ovvero: la mancanza di una efficace assistenza medica/ospedaliera e la garanzia dei LEA (Prevenzione collettiva e sanità pubblica, Assistenza distrettuale, Assistenza ospedaliera), sono del tutto infondati: è solo una Nostra sgradevole ed errata percezione!

Sono garantiti, infatti, il pronto soccorso, radiologia, laboratorio di analisi. Abbiamo persino il primo centro di telemedicina, attraverso Totem dotato di sistemi sofisticati, per consulti medici specialistici: siamo perfettamente in ordine e possiamo stare tranquilli!

Mi chiedo allora, e ritorno alla nostra errata percezione della realtà: ma come mai i malati oncologici, e non solo, devono andare ad Olbia? Come mai le future madri devono partorire ad Olbia? Come mai abbiamo medici ospedalieri che non sono messi in grado di operare? Come mai ad ogni sirena di ambulanza ci passa sopra l’elicottero per portare via lo sfortunato di turno? Ma sono tutte emergenze gravi? Come mai tutta la sanità Sarda è in rivolta? Come mai molti ospedali sono stati soppressi o quasi, o ridotti a scatole vuote, e molte comunità, come la nostra (penalizzata oltre misura), sono costrette a migrazioni sanitarie anche per eventi banali? Come mai le prenotazioni per i vaccini, qui da noi, sono bloccate fino al 24 gennaio?

Forse a qualcuno non è proprio chiara la nostra situazione di isolani e, a questo punto, di isolati. Si stava meglio quando si stava peggio: quando in questo Ospedale si partoriva, si veniva assistiti prontamente senza tante pastoie che ora impediscono l’operare sereno del personale sanitario, funzionava la sala operatoria, la rianimazione, i vari reparti anche coadiuvati dai medici militari.

Oggi abbiamo i “Totem”, per inciso: In etnologia, essere o categoria di esseri (più spesso di specie animale, ma anche piante o fenomeni naturali, oggi potremmo aggiungere esseri computerizzati con occhi ad alta definizione), che un gruppo umano considera, in quanto antenato mitico, il proprio spirito protettivo. Oppure: Il simulacro che rappresenta l’essere che è oggetto del culto.

Non nego che sia utile la telemedicina, ma non ne facciamo oggetto di culto e tanto meno una sorta di spirito protettivo perché dopo la diagnosi è l’uomo che ci deve mettere mano, e tutti sappiamo quanto il fattore tempo sia decisivo e discriminante tra vita e morte! Questa comunità attende risposte serie, non a parole e tanto meno a slogan!