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sabato, Dicembre 4, 2021
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La Maddalena. Cinghiali: Ai primi di dicembre partono gli abbattimenti

(di Claudio Ronchi) – “Siano quasi pronti!”, ha dichiarato a Gallura Informazione, questo pomeriggio, il direttore del Parco Nazionale, Yuri Donno, in merito all’inizio della campagna di eradicazione dei cinghiali dalle isole di Maddalena e Caprera.

Gli interventi dovrebbero iniziate ai primi di dicembre prossimo.

L’operazione sarà coordinata dal Parco Nazionale in collaborazione con il Comune, la Forestale, Forestas, Asl, Assessorato Regionale all’Ambiente, Carabinieri Forestali, Vigili Urbani, Compagnia Barracellare e Protezione Civile.

“Sono una trentina i Selecontrollori autorizzati che interverranno, più una decina di riserva. Sono cacciatori che hanno fatto dei corsi regionali e altri corsi speciali per essere inseriti in un particolare elenco”, spiega dr. Donno.

Utilizzeranno fucili e visori notturni. Saranno effettuati 3 o 4 interventi notturni la settimana; la prima settimana sarà sull’isola di Maddalena, successivamente a Caprera e quindi alternativamente. Gli abbattimenti si protrarranno fino al mese di marzo; poi si proseguirà con le trappole.

Non è mai piacevole apporre una firma su un atto che prevede un abbattimento, ma la situazione è ormai divenuta insostenibile per motivi di incolumità pubblica”, ha dichiarato, sempre a Gallura Informazione, il sindaco Fabio Lai. “Abbiamo ricevuto tutte le autorizzazioni, da parte degli enti competenti, per procedere. Manca solo qualche dettaglio che stiamo portando a termine con gli uffici del Parco Nazionale”.

Allo stato attuale, nelle sole isole di Maddalena e Caprera, sono presenti oltre 1500 esemplari di cinghiali, un numero estremamente alto in territorio tutto sommato piuttosto limitato.

Dopo aver ricevuto il nulla osta dalla Regione Sardegna, il Piano operativo per l’eliminazione dei cinghiali era stato definitivamente approvato dal Consiglio Direttivo del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, lo scorso 27 agosto.

L’impatto dei cinghiali ibridi nell’Arcipelago, informò l’Ente di via Giulio Cesare “è una grave emergenza che sta seriamente mettendo a rischio quelle che sono alcune peculiarità dell’area Parco. Le numerose segnalazioni inviate da organi di stampa e cittadini, testimoniano inoltre quanto il problema sia vissuto anche a livello sociale, soprattutto per il rischio di incidenti stradali e per i danni a persone e cose”.

Il piano di eradicazione, di durata quinquennale, scrisse sempre il Parco Nazionale, “punta ad eradicare completamente la specie dell’ibrido nel territorio del Parco attraverso la sinergia delle tecniche di cattura e l’abbattimento a distanza al fine di salvaguardare la biodiversità del Parco e conservare le specie selvatiche autoctone”.