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sabato, Dicembre 4, 2021
BreviNews

Palau. Cristiani anziani e aproblematici, e cristiani più giovani, aliturgici e psicoproblematici.

(di Claudio Ronchi) – Se le medie nazionali si riflettono più o meno anche a Palau, la percentuale dei cristiani praticanti, ad essere ottimisti, non va oltre di molto il 15%, che su una popolazione di circa 5000 abitanti s’attesta al di sotto dei 1000.

Il colto e arguto parroco, don Paolo Pala, rifletteva qualche giorno fa, sulla propria pubblica pagina Facebook, su alcuni aspetti di coloro, paesani, che frequentano la Chiesa.

“Scrutando l’assemblea” ha scritto, “ho calcolato velocemente che l’età media dei partecipanti alla liturgia era intorno ai 70 anni (età per difetto) … Mentre per i colloqui dopo la Messa, solitamente almeno tre o quattro per serata, ci sono tanti giovani, non giovanissimi eh… diciamo dai 30 anni in poi”.

Si sarebbe dunque creata o almeno questo parrebbe, “una netta divisione tra una comunità cristiana anziana che celebra, e una comunità giovane che cerca il prete per un momento di condivisione, consegna e consiglio.

Probabilmente i primi hanno già risolto o si sono rassegnati ai loro problemi esistenziali, mentre i secondi li hanno proprio perché non celebrano più e quindi non posseggono una fede viva e vivace che li aiuti ad affrontarli”.

In pratica si starebbe prospettando, anzi, si starebbe già vivendo

un Cristianesimo liturgico anziano e aproblematico. Parimenti, si prospetta e si sta già vivendo un Cristianesimo aliturgico più giovane e psicoproblematico”.

Il parroco pone a sé stesso, ai colleghi parroci, agli altri sacerdoti (visto che le constatazioni fatte non possono riguardare soltanto Palau) e ai cristiani praticanti, la delicata questione.