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lunedì, Agosto 15, 2022
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La Maddalena. Gli usi civici non esistono se non sono riconosciuti: Cala Coticcio può attendere

(di Claudio Ronchi) – Passando dalle osservazioni generiche o dalle rivendicazioni superficiali sui presunti diritti dei maddalenini su tratti di terra o di mare, ovvero di usi civici, occorre, affinché ciò sia giuridicamente riconosciuto, redigere ed approvare sia il Regolamento degli Usi Civici che il Piano di Valorizzazione delle Terre Civiche. Questi due adempimenti sono la conditio sine qua non perché i maddalenini – argomento del quale si è trattato e discusso molto quest’estate – possano continuare a scendere e a risalire, a e da Cala Coticcio, a Caprera, da soli e senza essere accompagnati da una guida del Parco Nazionale.

La questione era stata portata all’attenzione del Consiglio Comunale, attraverso l’interrogazione firmata da tutte le Opposizioni, qualche settimana fa, e discussa poi cui nel Consiglio Comunale di venerdì scorso.

Già dal mese di agosto di quest’anno avevo avviato alcune interlocuzioni con l’Assessorato Regionale all’Agricoltura e alla Riforma Agro-Pastorale, per capire se ci fosse, nell’immediato, una soluzione al problema, scoppiato proprio quest’estate, di Cala Coticcio”, ha affermato la vicesindaca e assessora all’Ambiente, Federica Porcu; “Eravamo in piena stagione e ci giungevano, dei residenti, varie segnalazioni sotto forma di lamentela che rilevavano il fatto che a Cala Coticcio non si potesse più scendere se non accompagnati da una guida autorizzata. Dalla Regione mi hanno confermato che l’unico iter possibile fosse quello di dotarci di un Regolamento delle Terre degli Usi Civici e di realizzare il Piano di Valorizzazione degli Usi Civici. Dopodiché si sarebbe potuta avviare una richiesta formale di inserimento di altri territori del nostro Comune all’interno di quell’elenco, di quell’inventario di Terre Civiche già esistente”. Nel quale evidentemente, tra le 50, esattamente 50 che vengono riportate, non appare il sentiero di Cala Coticcio

A questo punto si tratta di quantificare l’importo che potrà occorrere affinché un tecnico possa redigere questi due piani e affidargliene la stesura. Dopodiché tale documentazione dovrà approdare in Consiglio Comunale, essere adottata e poi inviata in Regione, all’Assessorato all’Agricoltura e Riforma Agro-Pastorale appunto.

Tutto questo quando, assessora? “Quanto prima!”.

Dunque bisognerà attendere il completamento di tutto l’iter per poter vedere riconosciuto, ai maddalenini, il diritto d’accesso a piedi, senza accompagnamento, a Cala Coticcio. Certo è che la questione, scoppiata quest’estate, risale invece all’istituzione del Parco e all’approvazione dei suoi regolamenti.