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lunedì, Novembre 29, 2021
BreviNews

L’Opinione: La Maddalena capitale della cultura?

(di Francesco Pio Palazzolo) – La notizia che La Maddalena si candida ad esser “capitale della cultura” è una buona notizia, è una vetrina importante. È una opportunità che, se saputa cogliere, potrà dare lustro a tutta la comunità, ed anche un bel finanziamento per portare a termine le attività proposte. In breve l’iter sarà questo:

– I Comuni potranno trasmettere il dossier di candidatura, comprensivo di titolo, progetto culturale, organo responsabile del progetto, valutazione di sostenibilità economico-finanziaria e obiettivi perseguiti, con i relativi indicatori, entro il 19 ottobre 2021.
Le candidature saranno valutate da una Giuria, (entro il 18 gennaio 2022 esprimerà le 10 finaliste …). Le città finaliste avranno a disposizione trenta minuti per presentare la propria candidatura, seguita da una sessione di ulteriori trenta minuti per le domande della Giuria.

Questi i passaggi ma quello che mi importa evidenziare qui è altro: Capitale della cultura. Mi chiedo quale cultura, dato che in questo periodo ho sentito e letto tante, forse troppe, definizioni. Siccome parliamo di una comunità dobbiamo necessariamente riferirci al:

– Complesso delle istituzioni sociali, politiche ed economiche, delle attività artistiche, delle manifestazioni spirituali e religiose, che caratterizzano la vita di una determinata società in un dato momento storico: (…) l’insieme dei valori, simboli, concezioni, credenze, modelli di comportamento, e anche delle attività materiali, che caratterizzano il modo di vita di un gruppo sociale (…) – (fonte: Diz. Enc. Treccani) –

Mi ri-chiedo: di quale cultura stiamo parlando, qual è il nostro attuale modello culturale? Francamente, oggi purtroppo, ne vedo solo uno: quello delle attività legate al turismo e alla stagionalità, portate avanti anche in modo piuttosto “dilettantesco”! Certamente non voglio generalizzare, ma di sicuro in troppi si avventurano in questa via senza avere gli strumenti adeguati per dominarla; si pensa “all’uovo oggi” e ci si dimentica che bisogna “coltivare” bene e con competenza, se si vuol aver un “raccolto” buono e duraturo, con un occhio (meglio due) rivolto alla sostenibilità ambientale, all’innovazione dei servizi, alle infrastrutture, al mantenimento del decoro urbano ed extraurbano, alla salvaguardia ambientale, molto trascurata da troppo tempo. Per inciso: se non curiamo maniacalmente le nostre uniche ricchezze ambientali/paesaggistiche, in cui sta la nostra unicità e ricchezza, diremo presto addio alla risorsa turistica. Se invece, per cultura, vogliamo intendere, ciò che è stato, cioè ragionare con “la testa” rivolta all’indietro, beh, allora penso che quei tempi, ahimè, son tramontati da tempo. Penso alla cultura dei nostri artigiani: scalpellini, pescatori, meccanici e motoristi, attrezzisti, falegnami, maestri d’ascia, ma anche sarti, magliai etc. una “razza” oramai estinta poiché non hanno lasciato eredi! Per esempio: chi fa più lo scalpellino?  L’epoca d’oro di La Maddalena come “fucina di manodopera specializzata” è terminata per sempre e quindi non può più fornire un serbatoio di “tradizioni culturali” dal quale attingere, di conseguenza il ricordo può esser solo “storia” “memoria” dentro la quale cercare una qualche vaga e fragile “identità culturale” ma non può assurgere, assolutamente, ad attualità culturale. Ben venga quindi la candidatura, e anche la vittoria ma continuo a chiedermi: di quale “cultura” parliamo?