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sabato, Dicembre 4, 2021
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La Maddalena. Ex Scuola Americana della Trinita: vandalizzata e degradata

(di Claudio Ronchi) – “Il rischio è che la struttura venga abbandonata a sé stessa ed essere oggetto di vandalismo o anche di maleducazione”. Fu profeta, nel 2008, l’allora assessore Gianfranco Dedola (prima amministrazione Comiti), quando, intervistato dal settimanale Il Vento, previde e temette che l’ex Scuola Americana della Trinita, un anno prima consegnata dalla Marina degli Stati Uniti al Comune, e subito dopo usufruita da scuole, società sportive, associazioni per manifestazioni ed iniziative varie, senza però alcuna forma di controllo da parte di chicchessia, potesse subire il degrado, le asportazioni, le deturpazioni e varie forme di vandalismo. Un gioiello moderno ed efficiente era stato lasciato dagli americani ma era più che mai esposto ad un forte e serio rischio, come purtroppo è avvenuto. Ed è sconcertante constatarne, oggi, lo stato di abbandono e degrado.

L’ex Scuola Americana della Trinita, costruite in uno dei luoghi più belli e suggestivi dell’isola di Maddalena, con vista sulle isole minori e le Bocche di Bonifacio, a poche centinaia di metri sopra la selvaggia e incontaminata Cala d’Inferno, nel 2007 diventò di proprietà del Comune di La Maddalena. Un anno dopo, nel 2008, quando gli americani lasciarono l’Arcipelago, il Comune ne prese anche il possesso, ereditando una struttura moderna ed efficiente, con una impiantistica eccezionale, dotata di diverse attrezzature, capace di contenere contemporaneamente fino a 500 persone, con 17 grandi sale più una, molto capiente, predisposta per essere palestra, sala convegni o teatro. E ancora con spazi esterni con campetti, parco giochi e alcuni locali di pertinenza.

La storia è presto raccontata: Negli anni ’70 il sindaco Giuseppe Deligia, prima di firmare le concessioni edilizie (allora di competenza del sindaco), convinse la società Seis, che costruiva un grande villaggio da dare poi in locazione alla Marina degli Stati Uniti, a disporre che dopo trent’anni questo passasse nella proprietà comunale. E così fu nel 2007 appunto.

“La destinazione d’uso”, proseguì nell’intervista del 2008 l’assessore Dedola, “è stata decisa, ed è quella dell’alta formazione, universitaria, post-universitaria, master, corsi di specializzazione eccetera. Il progetto di un Polo Formativo con l’Università di Sassari, l’Ente Fiera di Milano e la Confcommercio di Sassari sta andando avanti, ma ha tempi lunghi. Il problema di questa struttura” affermò Dedola “è la gestione immediata, della quale il Comune non ha le capacità per farsene carico. E gestire significa mantenere l’immobile in ottimo stato di conservazione, e usarlo. Il Comune deve trovare un partner che la gestisca. L’Università di Malta ad esempio, che si è proposta da tempo, come molte altre agenzie private, possono essere partner preziosissimi del Comune, nella gestione. Non è mestiere del Comune far funzionare una struttura di alta formazione. È compito di soggetti privati specializzati che fanno questo per mestiere. Diversamente ch’è il rischio di degrado della struttura. Ed è un rischio che non ci possiamo permettere”. Era, come già ricordato, il 2008.

In effetti, con l’Università di Sassari, l’Ente Fiera di Milano e la Confcommercio di Sassari si arrivò addirittura alla firma di una convenzione. Dopo anni di trattative però, nelle quali il sindaco Angelo Comiti profuse entusiasmo ed impegno, il progetto si arenò.

Comiti completò il suo primo mandato, rivinse le elezioni e completò il suo secondo mandato amministrativo; Nulla o quasi successe nel quinquennio successivo, quello del sindaco Luca Montella e tutto è ancora fermo dopo un anno di amministrazione del sindaco Fabio Lai.

Per evitare ulteriori degradi e vandalismo, a parte alcuni locali utilizzati dalla Protezione Civile, da un paio di associazioni e da alcune band, il grosso degli edifici è stato da tempo murato; troppo tardi però per evitare gli atti di vandalismo e il degrado complessivo.

“Abbiamo intenzione di affidare un incarico ad un tecnico affinché faccia un censimento dell’intero patrimonio al fine di fare una programmazione generale”, ha dichiarato l’attuale sindaco Fabio Lai; “Non si esclude niente, dalla ristrutturazione, ai project, alla vendita”.

Campa cavallo… Sono passati 13 anni! Domanda: Ma quella struttura non potrebbe avere un ruolo nell’ambito dei progetti presentati per la candidatura di La Maddalena a Capitale Italiana della Cultura 2024?