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sabato, Dicembre 4, 2021
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I Nìuleddhi, la ricetta per la ricorrenza dei Morti, di Agostino Canu (Ago Can)

 “I Nìuleddhi” (dolcetti di pasta ripiena di mosto di fichi d’India o fichi o miele)

Io credo che, ognuno di noi serbi nel cuore un ricordo grande, quello della mamma: il suo affetto, le sue preoccupazioni, le sue attenzioni e sicuramente tiene anche qualche oggetto come ricordo, per sentirla più vicina. Io, almeno, custodisco come un “Reliquiario” il ricettario di mia madre, che non era altro che una semplice busta dove conservava tutte le sue ricette scritte su ogni tipo di foglio: di quaderno, di calendario, cartoline, etc…E ogni volta che apro questa busta, essa emana il profumo delle sue mani e dei suoi dolci, riportandomi indietro nel tempo: ricordi che non svaniscono mai.

Dosi per 6 – 8 persone:

Ingredienti per l’impasto: 1 kg di farina, 3 uova, 1 hg di zucchero, 1 hg di strutto, 2 limoni grattugiati;

Ingredienti per il ripieno: 500 gr di mosto o marmellata di fichi d’india, semolino q.b., 1 hg di ogni frutto a guscio (noci, nocciole…);

Procedimento: preparate il ripieno mettendo il mosto (o altro vostro gusto) in un tegamino, fate prendere il bollore e aggiungete il semolino qb per addensare il composto; quindi, unite la frutta secca prima sgusciata, tritata grossolanamente e fatta tostare. Fate raffreddare e fate l’impasto con gli ingredienti su citati, tirando la sfoglia a mano o con l’Imperial e formando dei rettangoli lunghi cm 15 e larghi cm 5. Con due cucchiaini mettete il ripieno lungo la striscia di pasta, sollevate le due lunghezze e formate un anello con le estremità, infornate su carta apposita per circa 15 minuti. Copriteli con la glassa e i diavoletti come per i papassini e fate asciugare.

Procedimento: sulla spianatoia mettete la farina, unite le uova intere, lo zucchero, il lievito, il limone e lo strutto sciolto ma non caldo. Impastate bene da uscirne una palla compatta, morbida e porosa, fatela riposare. Preparate la frutta secca eliminando gusci e pellicine e tritatela grossolanamente con il mix, setacciatela e in una padella fate tostare la parte più grossa facendo attenzione a non bruciarla e che farete raffreddare, mentre la polvere (della frutta secca) la unirete all’impasto. Quindi aggiungete la frutta tostata facendola assorbire tutta. Quando è tutto pronto, formate dei cordoni grossi quanto due dita e tagliate a rombi di 5 cm e con la mano pressateli delicatamente, infornate adagiando i dolcetti su carta apposita, per circa 20 minuti, a fuoco moderato. Mentre i papassini cuociono, sbattete gli albumi con lo zucchero a velo fino a diventare una crema morbida e liscia come la meringa. Appena sfornate i papassini, copriteli subito con la glassa e cospargeteli di diavoletti e fate asciugare. Continuate la cottura dell’impasto rimasto e a forno spento rimettete tutti i dolcetti per una completa asciugatura. Quarche d’unu mi dici: “ah, ghjè ghì mettu a cannella e so più boni., ghjè li preferisciu cu l’uva passa (qualcuno mi dice: “io ci metto la cannella e sono più buoni” “io li preferisco con l’uva passa…”). Io la cannella non la gradisco, perché la si mette dappertutto: nel salato, nei dolci e nelle bevande da dare a tutto lo stesso sapore e all’uva passa preferisco il cioccolato.

Ago Can