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sabato, Dicembre 4, 2021
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La Maddalena. Protezione Civile: c’è un rischio alluvioni

La Maddalena. Protezione Civile, la presidente Barbara Sorgente col vice presidente Angelo Conti

La Maddalena. Protezione Civile: c’è un rischio alluvioni

(di Claudio Ronchi) – Presumibilmente siamo al riparo, in Sardegna e nell’arcipelago di La Maddalena, da terremoti e maremoti, per cui, nel gazebo allestito ieri nell’atrio comunale, a differenza di altre piazze del Continente, dove analoga manifestazione “Io non rischio” si è svolta, l’attenzione è stata concentrata sulle alluvioni.

Queste, afferma Barbara Sorgente, geologa, presidente dell’associazione di Protezione Civile di La Maddalena, “potrebbero avere una certa incidenza, soprattutto se connesse ad eventi pluvio metrici importanti”.

Anche perché, dal punto di vista idrogeologico, o meglio, idraulico, secondo quanto individuato dal Piano Assetto Idrogeologico (PAI), ci sono a La Maddalena delle zone a rischio, soprattutto urbane.

La cementificazione, ci spiega Barbara Sorgente, ha reso impermeabile il terreno, si pensi alle strade, alle piazze, alle case ecc. Se s’aggiungono i canali tombati, i tombini otturati da rifiuti vegetali e urbani, è chiaro che la situazione potrebbe farsi critica, soprattutto se non dovessero essere fatte le manutenzioni necessarie.

“Sono tutte situazioni che determinano una impermeabilizzazione del terreno”, prosegue la Sorgente, “per cui il ruscellamento superficiale viene amplificato e quindi, in caso di piogge abbondanti ed intense, l’acqua deve trovare una propria via, e la via preferenziale viene individuata dalle strade soprattutto dalle pendenze”.

Anche gli impianti fognari, prosegue la presidente isolana della Protezione Civile, “in presenza di piogge abbondanti e intense, non riescono a smaltire, e questo a volte determina il fatto che i tombini inizino a ‘ribollire’, versando acqua sulla strada o piazza, con rischio di pericolo per pedoni o danni ai mezzi di trasporto”.

Il Piano di Protezione Civile Comunale ha individuato le aree di emergenza, caratterizzate nella mappatura dal colore verde, che sono le aree di attesa per la popolazione in caso di evento estremo.

Nel centro urbano le zone più a rischio vanno da Padule fino alla rotatoria del teatro Longobardo.

In campagna invece, ci sono aree a rischio idraulico nella zona di Bassa Trinita, Spalmatore, Porto Massimo, mentre a Caprera è nella zona della diga piccola.

La Protezione Civile ha invece individuato delle zone più sicure dove è previsto, in caso di calamità, si possa radunare la popolazione; sono in tutto 26 le aree, delle quali 3 a Caprera. Queste zone sono contrassegnate da cartelli della Protezione Civile, caratterizzati dal colore verde e con la scritta Area di Attesa Sicura.

È prevista anche un’Area di Ricovero della popolazione, nel caso in cui ci siano persone che necessariamente debbano lasciare la propria abitazione e quindi vengano sfollate, ed è a Moneta, allo stadio del Delfino; lì verrebbe allestita la tendopoli.

L’associazione di Protezione Civile fa parte del Coc (Centro Operativo Comunale), presieduto dal sindaco, che entra in azione al verificarsi di un’emergenza; Compito del Coc è quello di gestire l’evolversi della situazione, attraverso un costante monitoraggio ed una razionale e opportuna distribuzione delle risorse umane in relazione agli interventi da effettuare.