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sabato, Dicembre 4, 2021
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La Maddalena. Riuscirà il sindaco Lai a realizzare e inaugurare una piazza in 4 mesi? Ci saranno però altri parcheggi in meno

(di Claudio Ronchi) – Un paio di giorni fa sono iniziati i lavori di rifacimento di Piazza 23 Febbraio, a Cala Gavetta. L’obiettivo dell’amministrazione del sindaco Fabio Lai è quello di poterla inaugurare entro il 23 febbraio 2022, ricorrenza dei gloriosi fatti d’arme celebrati nel nome stesso della piazza e in ciò che sarà realizzato.

Il tempo effettivamente è piuttosto stretto per cui, ragionevolmente, sarebbe più che accettabile se l’inaugurazione della nuova piazza avvenisse per Pasqua…

Quando ci si imbatte nella realizzazione di opere pubbliche è notorio come la strada sia irta di difficoltà. Senza scomodare il ricordo dell’Opera Pia basta vedere al momento la situazione Civico Mercato o quella della realizzazione di Cala Balbiano per la quale ci sono voluti 25 anni.

Naturalmente non si vuole essere portatori di iella, per carità, e ci auguriamo fortemente che davvero in poco tempo quella piazza possa essere realizzata, ci mancherebbe altro…

Ad ogni buon conto l’opera è stata progettata dallo studio tecnico Luciano ed ha avuto il contributo di idee di Vittorio Sgarbi, critico d’arte e personaggio nazionale, e prevede tra l’altro l’istallazione di monumenti dedicati all’Eroe Domenico Millelire, prima medaglia d’oro al valor militare delle forze armate.

Sarà installata anche una copia della colonna in granito, posta nell’800 in ricordo del bombardamento fatto all’Isola da Napoleone Bonaparte.

“Sarà un museo a cielo aperto – ha affermato il sindaco Lai – che servirà a potenziare il turismo culturale e scolastico, raccontando un affascinante periodo storico, che per noi maddalenini si traduce in difesa della nostra identità”.  

Tutto bello sicuramente, anche se con la ristrutturazione della piazza spariranno una trentina di parcheggi per auto così come all’inizio dell’estate, in via Corsica, zona Banca Intesa, sono spariti una trentina di parcheggi delle moto. In quel caso per abbattere le barriere architettoniche, giustamente; ma una volta abbattute, almeno una parte dell’area potrebbe essere ripristinata a parcheggio delle due ruote. O no?