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giovedì, Ottobre 28, 2021
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La Maddalena. Si riparla di Ospedale Garibaldi: Ecco chi lo aprì e la sua storia

Costanza Hoicraft Garibaldi

La Maddalena. Si riparla di Ospedale Garibaldi: Ecco chi lo aprì e la sua storia

(di Claudio Ronchi) – L’Ospedale Garibaldi, del quale si sta riparlando in questi giorni, dopo la pubblicazione della notizia di un possibile restauro, fu realizzato nel 1907 (a cent’anni dalla nascita di Giuseppe Garibaldi) per interessamento di alcuni eredi dell’Eroe, in particolare di Costanza, moglie del figlio Ricciotti (nato da Anita), energica inglese della facoltosa famiglia Hoicraft, anglicana.

Sorse a Due Strade, quartiere all’epoca in formazione, composto più da tuguri che da case, assai povero, in una zona abbastanza pianeggiante e circondata da fichi d’india. Oggi, l’edificio, inglobato nel quartiere, è abbandonato; fino a qualche anno fa, a pian terreno, ha ospitato la sede dell’Avis e l’ambulatorio del Centro di Igiene Mentale.

La prima pietra, nel 1907, la pose proprio Donna Costanza Hoicraft Garibaldi, la quale, con la famiglia, aveva acquistato il lotto di terreno da un maresciallo spezzino che aveva prestato servizio a La Maddalena. L’Ospedale, che andava ad affiancarsi, ma per i civili, a quello militare, distante in linea d’aria meno di mezzo chilometro, fu inaugurato il 5 novembre 1907 (con una decina di posti letto) e rimase aperto fino all’inizio della Seconda Guerra Mondiale.

L’Ospedale Garibaldi, com’era nel 1907

Era un ospedale privato, anche se spesso usufruiva di qualche finanziamento comunale o ministeriale, di mezzi e arredi governativi in genere, e godeva comunque sia dell’apporto dei medici militari (spesso gratuito) e di ciò che, in qualche modo, la macchina militar-sanitaria riusciva a ‘passargli’ (apparecchi non più utilizzati). Certamente fu un nobile sentimento umanitario che spinse i fondatori a metter mano all’iniziativa e ad impegnarsi per molti anni, ad auto tassarsi e a organizzare manifestazioni, in Italia e all’estero, per raccogliere fondi.

Fu un’iniziativa laico-liberale, massonica, anglicano-valdese. Tipica dell’epoca, della cui stessa impronta peraltro erano inequivocabilmente caratterizzati sia l’amministrazione comunale che parte dei vertici militari presenti nell’Arcipelago.

Il Consiglio d’Amministrazione e delle Sostenitrici, era in buona parte composto da donne: Maria Lantieri, Maria Santini, Eleonora Casanova, Maddalena Larco, Paolina Albino, Rosa Garibaldi, Italia Garibaldi, Angelina Raffo, Nina Tanca, Maria Zonza. Direttore sanitario dell’Ospedale, almeno inizialmente, fu il dr. Getulio Concordi.

La direttrice fu fatta giungere dall’Inghilterra ed era miss Catherine Macpherson, del servizio nursing dell’esercito di riserva di Sua Maestà Britannica.

Giusto per dare qualche numero della sua attività, un rapporto del periodo 1911-1912 riferisce che vi furono eseguiti 18 interventi chirurgici seri, altri 350 interventi chirurgici, 148 interventi oftalmici, 30 di malattie della pelle, 527 interventi medici in genere. Senza considerare le centinaia di persone che vi furono ricoverate.

Nel 1909, l’Ospedale Garibaldi fu eretto ad ente morale, il “Joseph Garibaldi Hospital’.

Fu chiuso agli inizi degli anni ’40 del secolo scorso; una decina d’anni prima era stato adibito a cronicario.