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venerdì, Settembre 17, 2021
BreviNews

La Maddalena. L’Opinione: Il tempo dell’improvvisazione, delle chiacchiere, della superficialità e del fumo negli occhi, è finito; ora aspettiamo i fatti!

(di Francesco Pio Palazzolo) – Quest’anno la presenza turistica, nel nostro territorio, è andata ben oltre le più rosee aspettative, e ci ha dato spunti per riflettere seriamente sul Nostro futuro. Aver dato respiro all’economia, che ne aveva veramente bisogno, è stato senz’altro, da una parte, più che positivo; d’altra parte, ha messo in risalto punti di debolezza: del sistema di accoglienza, vigilanza e protezione del territorio; di razionalizzazione delle risorse ambientali, nonché della debolezza della monocultura del turismo.

Quest’anno, e non solo, abbiamo subito il flusso turistico e una pressione antropica eccezionale, mi pare strano che le autorità del paese, che hanno la responsabilità del “governo” del territorio, siano rimaste “scosse” e “scandalizzate” dalle immagini, riprese dall’elicottero, di Porto Madonna: ma ci voleva questo per aver il polso della situazione? Possibile che nessuno abbia mai visto dal “vivo” immagini come quelle, replicate, quasi in loop, tutti i giorni e per ogni pertugio della nostra costa?

Penso che scenari del genere siano ormai anche nei ricordi di tutti i nostri conterranei e vacanzieri abituali che abbiano avuto “occhi per vedere e cervello per guardare”, inutile all’improvviso stracciarsi le vesti e indignarsi! Meglio sarebbe riflettere a chi ha giovato, ai pro e i contro di questa “invasione”. Molto bene, se ciò servirà per porre mente, da subito, alla prossima stagione e cercare di programmare come regolare e governare al meglio i flussi turistici.

Il settore turistico-ricettivo è cambiato molto nell’ultimo decennio, come del resto tanti altri settori produttivi, per via degli effetti diretti ed indiretti della rivoluzione digitale ed anche in virtù delle normali dinamiche economiche globali. Ciò che ha funzionato a lungo in passato ormai non basta più e ciò che funziona per noi oggi, tra cinque anni ha ottime chance di essere insufficiente. Come ci si orienta in una realtà così fluida e mutevole? Come si possono proteggere i risultati che faticosamente si sono conseguiti in anni di lavoro e di investimenti? (…) i flussi turistici dipendono oggi e dipenderanno sempre più da dinamiche non controllabili, di fatto gli effetti così repentini e consistenti del cambiamento climatico saranno sempre più in grado di far mutare gli scenari di ogni comparto economico e sociale (…)”. Questo si legge sul sito di “turismok.com/studi-turismo/, a significare che la gestione dei flussi non “è cosa da dilettanti” ma deve essere affidata a esperti, come ogni gestione economica che si rispetti.

Da questo punto di vista sarebbe anche utile pensare a diversificare la nostra economia che ora dipende esclusivamente dal turismo, oltre che dalle pensioni degli anziani che, ahimè, non dureranno in eterno(!). Per esser più chiari: se impoveriamo il nostro patrimonio ambientale, se per qualsiasi ragione il flusso turistico che, ripeto, deve esser controllato e governato, decidesse di cambiare rotta, tutto il florilegio di bar, baretti, chioschi, friggitorie, fast food, che si snodano quasi senza soluzione di continuità in ogni dove della nostra isola, le imbarcazioni a traffico, i noleggi etc. che fine faranno?

Basta dare un’occhiata a ciò che accade in inverno e abbiamo una risposta. Allora perché non darsi da fare per la cantieristica di qualità alta, media e anche bassa, per dar spazio ai lavori che hanno fatto “grande” la Nostra Isola? Che fine hanno fatto i nostri tanto apprezzati operai: meccanici, motoristi, attrezzisti, maestri d’ascia? Non ce ne sono più! Non esiste una scuola professionale che possa dare una corretta preparazione a chi desidera intraprendere questi mestieri, quindi: o ricerchiamo manodopera da fuori, che possa poi esser stanziale e quindi incrementare l’economia, o cerchiamo di aprire una scuola che possa formare manodopera specializzata che funzionerebbe anch’essa da polo attrattivo di risorse fresche. Stiamo lasciando, da anni, nell’indifferenza totale che l’ex arsenale degradi inutilizzato, quando potrebbe essere una fonte di lavoro per tanti, un ritorno alle origini marinare e un notevole volano di crescita.

Un’ultima cosa che non si può tacere perché estremamente indispensabile: l’ospedale P. Merlo, anch’esso è stato fonte di lavoro; “ieri”, siamo stati subissati di promesse, di parole “acchiappavoti”, oggi: siamo senza reparto medicina, senza iperbarica (cosa vergognosa, perché c’è, son stati spesi soldi pubblici per aggiornarla, e non si capisce perché non ci debba essere il personale h 24 per farla operare, ancor peggio in un luogo turistico e di mare, che la aveva avuta, unica in Sardegna, proprio in quel dell’arsenale militare); con la dialisi tre volte a settimana solo per residenti, col pronto soccorso che funziona grazie all’intervento di medici militari, senza esser coadiuvato dal laboratorio d’analisi ridotto a un punto prelievi. Non parliamo della maternità, della pediatria e di tutti quei malati oncologici costretti a trasferte inumane.

È questa l’Isola del futuro, l’Isola che vogliamo?

Direi di darci una svegliata e suonare la sveglia a chi di dovere: il tempo della improvvisazione, delle chiacchiere a vuoto, della superficialità e del fumo negli occhi, attraverso “cinguettii ad effetto” è finito, ora aspettiamo i fatti!