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venerdì, Settembre 17, 2021
Volo drone sul nuraghe “La Prisgiona”. Foto da drone pilotato da D.Ferdani
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Arzachena. In questo mese di settembre torneranno gli archeologi e ricercatori dell’ISPC- CNR

Volo drone sul nuraghe “La Prisgiona”. Foto da drone pilotato da D.Ferdani

(di Claudio Ronchi) – Come già scritto ieri, ha preso l’avvio, fin dal mese di luglio, la collaborazione interdisciplinare tra il Comune di Arzachena e l’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale (ISPC) del CNR, sedi di Roma e Firenze.

Proprio a luglio c’è stata una prima ricognizione, con un ristretto team di lavoro. Lo staff del Comune, guidato dal sindaco Roberto Ragnedda e dal presidente del Consiglio Comunale, Rino Cudoni, ha partecipato ad un tavolo di lavoro concreto. Il l’ISPC-CNR, dal canto suo, è scritto in un comunicato “ha messo a disposizione competenze, professionalità e know how al fine di agevolare e supportare i desiderata del Comune, per un lavoro di valorizzazione territoriale mediante gli strumenti della Realtà Virtuale e Aumentata che partisse dai dati scientifici. In questa occasione sono stati effettuati i primi rilievi a “Li Muri” e a “La Prisgiona”, che hanno da subito restituito la magnificenza delle architetture nuragiche”.

In questi giorni di settembre poi è prevista una nuova missione di lavoro, con un gruppo più nutrito di ricercatori e tecnici che giungeranno in Sardegna.

“Una settimana di lavoro intensa” commenta Daniele Ferdani, archeologo e ricercatore CNR-ISPC, che coordina le operazioni tecniche di rilievo “che vedrà sul campo un team multidisciplinare lavorare assieme e fare sperimentazione metodologica e tecnologica direttamente sui siti archeologici oggetto del nostro studio”.

Si tratta di archeologi, rilevatori, modellatori 3D, videomakers, storytellers, esperti di comunicazione e di ricostruzione del paesaggio antico, con l’obiettivo di illustrare al pubblico di ogni età e provenienza, attraverso le tecnologie più moderne, i tanti fili che uniscono magnifico territorio della Gallura al suo avvincente passato.

Il coordinatore scientifico del progetto è l’archeologo e ricercatore del CNR-ISPC, Augusto Palombini.