Archivi

redazione@gallurainformazione.it
lunedì, Novembre 29, 2021
AttualitàCulturaNews

La Maddalena. Commemorato don Giuseppe Riva, uomo d’azione, di carità, di preghiera, che non è stato profeta in patria

Don Giuseppe Riva

(di Claudio Ronchi) – Meritava forse la presenza di qualche fedele in più, don Giuseppe Riva, durante la celebrazione della Messa, lo scorso 30 agosto, nel suo 25º anniversario dalla morte; C’erano comunque presenti il sindaco Fabio Lai e la vice Federica Porcu a testimoniare, come ha detto il parroco don Andrea Domanski, “il riconoscimento del suo impegno, non soltanto nel campo cristiano come sacerdote e come parroco, ma anche in campo sociale, segno che è entrato nel tessuto sociale, nella vita della nostra comunità, della nostra isola”.

Messa che è stata celebrata, nella pace e nel fresco del grande giardino dell’Oasi Serena, che è delimitato per due lati dai grandi edifici da don Giuseppe realizzati con la collaborazione e l’aiuto di tanti ma anche con la forza delle sue braccia e delle sue mani callose. Edifici che accolgono tante attività, dall’oratorio per bambini e i giovani, al centro di aggregazione sociale, alla casa per anziani.

In questa comunità di Moneta don Giuseppe ha realizzato il suo carisma salesiano pensando ai giovani, carisma “che ha incarnato nella costruzione dell’oratorio, investendo sul loro futuro” ha detto don Andrea, “perché potessero crescere come persone e come cristiani”, in quello spirito di don Bosco, il quale voleva che fossero “bravi cristiani e onesti cittadini”. In questa comunità, ha proseguito il parroco, don Giuseppe ha messo in evidenza anche un altro carisma, “quello della carità verso i bisognosi, gli ammalati e gli anziani”.

Qui, a Moneta, è stata costruita quella che è una grande realtà, “opere che sono un segno tangibile e indelebile del suo impegno”.

Non è stato tutto facile anzi tutto è stato molto difficile, complicato, a volte avversato; bisognava fare, bisognava realizzare, e consapevole che il tempo a disposizione non era neanche così tanto, e che invece i bisogni e le necessità delle persone erano impellenti, don Giuseppe non sempre ha osservato tempi, leggi e regolamenti, ritenendo che in fondo questi debbano essere fatti per l’uomo e non viceversa.

Non è stato neanche profeta in patria. “Nessuno è profeta in patria”, ha ricordato don Andrea, commentando l’amara constatazione fatta da Gesù nel Vangelo proprio e guardacaso proprio di quel giorno, quando tornò a Nazaret, la città dove crebbe e visse. “Un’amara constatazione, nessuno è profeta a casa sua, neanche Gesù! Non è facile essere profeta a casa propria, non è facile essere sacerdote tra familiari, amici, tra le persone che si conoscono, persone fatte di carne e ossa, con caratteri, con i background della loro storia personale e familiare”.

Madon Giuseppe è andato comunque avanti, realizzando, “con grande tenacia, quello che lui riteneva la cosa più importante; tante volte scontrandosi, mettendoci tutto il proprio impegno, la propria forza, non solo fisica ma anche della volontà, per non mollare di fronte alle difficoltà e alle incomprensioni”, ha sottolineato il parroco.

“Una grande persona, che ha lasciato un segno indelebile nella nostra città”, ha commentato il sindaco Lai al termine della Messa. “Io personalmente non l’ho conosciuto ma la sua fama, la sua umanità, la sua cristianità, sono conosciute. Dobbiamo ricordare e valorizzare queste figure, che hanno fatto del bene a tutti”.

Don Giuseppe Riva, uomo d’azione, di carità, di preghiera, che al carisma salesiano ha abbinato la regola benedettina sebbene invertita: Labora et orat (lavora e prega). E la sua vita, nell’impegno e nel lavoro, è stata la sua preghiera.