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giovedì, Agosto 5, 2021
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La Maddalena. Col carapace amputato e la pinna tranciata e a penzoloni …

(di Claudio Ronchi) – La tartaruga, una caretta caretta, presentava un evidente segno da impatto con un’imbarcazione. La chiglia o l’elica le avevano letteralmente amputato la parte posteriore del carapace (lo scudo dorsale) e la pinna posteriore sinistra, rimasta ancora attaccata all’animale che, non si sa da quanti giorni, se la portava a spasso con un elevato rischio di infezione.

Era stata avvistata in brutte condizioni lo scorso 2 luglio alla spiaggia dello strangolato, nei pressi di Abbatoggia, a Maddalena, e ritrovata il giorno dopo nella baia di Stagno Torto, da un giovane maddalenino che ha avvertito immediatamente il Parco Nazionale il quale è intervenuto, coadiuvato dagli operatori dell’associazione SeaMe Sardinia. Soccorsa la tartaruga e prestatigli le prime cure, il giorno successivo ovvero di domenica, è stata consegnata al personale dell’associazione Crama che l’ha portata presso il Parco nazionale dell’Asinara dove c’è una struttura di soccorso all’uopo organizzata cioè il Centro di Recupero Animali Marini.

A Merak, così l’ha chiamata il giovane isolano che la ritrovata segnalandola al Parco, lunga 43 cm e mezzo, sono stati asportati tessuti necrotici ed è stata amputata la pinna posteriore sinistra ormai in necrosi. È stata sottoposta a terapia antibiotica e a tutti gli esami di routine.

Al Centro stanno facendo di tutto perché possa recuperare, e stanno valutando la possibilità di effettuare una plastica delle parti mancanti, in maniera, forse, da poterla liberare di nuovo in mare.

Trai i pericoli ai quali le tartarughe caretta caretta vanno incontro, oltre alle catture accidentali negli attrezzi da pesca, agli effetti dell’inquinamento marino, al degradano e all’impoverimento degli habitat marini e costieri, si riscontra anche la minaccia dovuta alle collisioni con le imbarcazioni e con le eliche, che determinano gravi e profonde ferite del carapace e le amputazioni degli arti., Così com’è avvenuto alla nostra Merak.