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venerdì, Luglio 23, 2021
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La Maddalena. L’Opinione: Il Parco delle Libertà

(di F. Pio Palazzolo) – Qui da noi esistono tante di quelle regole che ad elencarle non basterebbe qualche cartella dattiloscritta eppure di tutti di questi precetti, anche dei più elementari, nessuno si cura: né chi dovrebbe, per ruolo, farli rispettare, tanto meno chi, il visitatore, che dovrebbe conoscerli e rispettarli. Non voglio far qui, premetto, di tutta un’erba un fascio, ma basta fare un giretto per scoprire violazioni del semplice codice di educazione e rispetto ambientale, del semplice codice di convivenza civile.

Mi vien da chiedermi: ma chi viene a visitare “Il Parco naturale dell’Arcipelago di La Maddalena” sa che sta entrando in una “Area Protetta”? E se non lo sa chi dovrebbe informarlo? Gli stessi operatori turistici, cioè coloro che vivono delle bellezze del Parco, sono coscienti che dal suo equilibrio, dalla sua tutela e dal oro agire dipende il loro lavoro? Quando si assiste alla razzia dei ricci di mare e si chiama chi di dovere spesso l’intervento è tardivo perché il danno è già stato fatto. Quando dai grandi Yacht si calano le moto d’acqua che poi sfrecciano in luoghi da sogno, come Porto Madonna, quando gommoni si arenano sulle spiagge, quando con le ancore si ara il fondo e si strappano chili posidonia, quando nelle nostre spiagge si lasciano bottiglie di vetro o di plastica, carta, alluminio, mozziconi di sigarette; quando trovi camper a due passi dalla battigia allo Strangolato, alla Madonetta, nei pressi dei Due Mari, quando dagli stereo di bordo esce musica a tutto decibel, e quando il piccolo ritaglio di spiaggia, e il relativo pezzo di mare antistante, diventa un campetto di calcio, quando la spiaggia sparisce dentro una bottiglia e quando i gusci delle conchiglie finiscono dentro i bicchieri assieme ai sassi così lisci e rotondi; quando tutti vanno via e la spiaggia sembra sparita e calpestata e offessa come se fosse passata una mandria di bufali impazziti. Quando tutto questo accade, ci chiediamo perché? Ci chiediamo a chi dobbiamo imputare il “consumo” e la devastazione del Nostro territorio? A chi addebitarne il mancato controllo?

Qualcuno farà spallucce alludendo al fatto che il territorio è lì come sempre. Ma siamo sicuri che sia così? Siete sicuri che la spiaggia del Cavaliere è sempre la stessa? Che Bassa Trinita è come era dieci anni fa? Che la pineta di Caprera è in ottima salute? Che il Relitto gode di altrettanto benessere? Che i fondali son ricchi di vita?

Io, che ho qualche decina d’anni di conoscenza di questi luoghi, ho qualche dubbio e spero vivamente di non essere il solo, di essere in compagnia di chi ha il Dovere istituzionale di preservare questo “gioiello”, e di chi vuole usufruirne nel rispetto non solo delle regole giuridiche ma anche di quelle spontanee semplicemente dettate dall’amore per i luoghi, dall’educazione e dal buon senso!