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martedì, Giugno 22, 2021
BreviNews

La Maddalena. L’Opinione: Prove d’Estate

(di Francesco Pio Palazzolo) – L’estate sta per arrivare e i suoi prodromi si avvertono: le vie sono vivaci, le piazze anche, il porto si anima del vociare dei diportisti, del borbottio dei motori, dei capannelli in vicinanza dei pescherecci che espongono il pescato. Anche il clima, dopo le bizze di maggio e primi giorni di giugno, sembra declinare il tepore e il colore della buona stagione. Un bel quadretto che segna un accenno della ripresa di una normalità tanto agognata e sperata. La gente sciama da un luogo all’altro, con curiosità, guidata dal caso, col naso per aria a cogliere i raggi del sole, che fanno da guida verso i luoghi più ameni che sono ovunque in quest’angolo di paradiso e si palesano: come scorci di mare tra case, tra foglie, appena fuori da un “carrugghiu”, o dietro la curva o dopo il dosso di una strada. Già, tutto è bello e tutto inebria e questo spesso fa dimenticare da dove veniamo, cosa che da un certo punto di vista è bene, ma non ci fa pensare dove potremmo tornare e ci fa abbandonare il famoso “principio di precauzione”. Come era facile prevedere i controlli non ci sono, o sono talmente radi che non si notano i, benvenuti, turisti si affollano per via Garibaldi senza mascherina, distanziamenti; girano per le vie con il gelato in mano, scendono dalle barche senza protezione individuale, entrano nelle rivendite. Ci vorrebbe qualcuno che ricordi loro che “così non va bene”. Posso immaginare che cosa succede, e succederà, nelle spiagge: saremo costretti a bisticciare per mantenere le distanze? Per ritagliarci un posticino tranquillo? Per non vederci sistemare l’ombrellone “sopra” il nostro? Penso, senza tema di smentita, che dovremo sudare per mantenere questa “immunità” che ci siamo guadagnati e che fa bene a tutti: agli operatori turistici, come ai turisti stessi, come e soprattutto a noi che qui dobbiamo vivere. E siccome i famosi, doverosi controlli latitano (e questo è un disservizio che deve essere rimosso da chi ha il dovere di provvedere al controllo del territorio), almeno negli esercizi commerciali, dovrebbero essere per primi gli esercenti a pretendere dagli avventori il rispetto delle regole, poiché potrebbero esser loro i primi a pagare le conseguenze di un non auspicabile ritorno di qualche positività. Per quanto riguarda il resto del territorio, che è molto più vasto del solo centro storico, siamo al punto di cui sopra: non è il singolo cittadino che deve fare da sostituto al mancato controllo. Certo il cittadino può fare delle osservazioni e prendersi anche qualche “vaffa”, ma se vogliamo che tutto fili liscio non si può continuare così: con chi non fa ciò che deve e chi subisce ciò che non dovrebbe; con chi diventa matto in cerca di un parcheggio e chi sapendosi impunito “butta” la macchina dove capita in seconda, terza fila fino ad ostruire la carreggiata; chi legge, se abita qui, sa di cosa parlo è un “modus operandi” consolidato che si vorrebbe eliminare per dare un certo decoro e senso d’ordine ad un paese che lo merita. Volgiamo parlare dei camper? Basta girare e li trovi in ogni dove: Madonnetta, Strangolato proprio sulla spiaggia, nei parcheggi vicino alle scuole CEMM etc. Una cosa ci ha insegnato (o dovrebbe averci insegnato) questa pandemia: una azione posta in essere in un contesto sociale non è mai fine a se stessa, ma si ripercuote sugli altri in un modo o in un altro. A proposito, perché non cerchiamo di dare ai nostri ragazzini e ragazzi uno spazio diverso da Piazza Umberto I per giocare a pallone o correre con le bici? Possono, senza volerlo, arrecare danno a se stessi e agli altri. A se stessi poiché spesso rincorrono la palla in strada senza attenzione, agli altri perché una pallonata ad un bambino piccolo, ad un’auto o ad un motocilista può provocare un incidente, sperando non grave!