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martedì, Giugno 22, 2021
Cultura

CULTURA/GALLURA DEL NORD-EST – Rubrica settimanale di giovedì 3 giugno 2021

(a cura di Claudio Ronchi)

PALAU. GIORNATA FAI DI PRIMAVERA ALLA BATTERIA MILITARE TALMONE. Sabato 5 e domenica 6 giugno appuntamento con la 29ª edizione delle Giornate FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano) di Primavera, dal 1993 il più importante evento dedicato al patrimonio culturale che celebra arte, storia e natura del nostro Paese. Palau offre Punta Don Diego, Bene FAI – Batteria Militare Talmone, visitabile sabato e domenica dalle 10:00 alle 18:30. Si trova sulla costa nord della Sardegna, tra le spiagge di Palau e Costa Serena in un paesaggio fatto di graniti epici, flora mediterranea e mare. È un’importante testimonianza della storia militare del nostro Paese e della dura vita quotidiana dei soldati e faceva parte di un sistema difensivo sorto a fine ‘700 e costituito da una cinquantina tra forti, fortini e batterie militari sparsi nell’arcipelago della Maddalena. Al secondo dopoguerra seguirono decenni di abbandono fino al 2002, quando venne affidata in concessione dalla Regione Sardegna al FAI che, grazie a un accurato e impegnativo intervento di restauro tuttora in corso, ne garantisce l’apertura al pubblico con il sostegno del Comune di Palau. Informazioni e prenotazioni sul sito www.batteriamilitaretalmone.it / www.giornatefai.it

ARZACHENA. LUNEDÌ A TEATRO CON “SOUVENIR – LA FANTASIOSA vita di Florence Foster Jenkins”. Lunedì 7 giugno l’AMA Auditorium Multidisciplinare Arzachena riapre sipario per ospitare “SOUVENIR – La Fantasiosa vita di Florence Foster Jenkins”, secondo appuntamento della Stagione Teatrale 2021. Sul palco Francesca che interpreta una ricca signora dell’alta società newyorkese dalle discutibili doti canore, insieme a Massimo Olcese e Francesco Leineri. La regia è di Roberto Tarasco. “Una commedia irresistibile in equilibrio fra talento e passione: non è importante che l’arte corrisponda a rigidi canoni classici, la passione, se brutalmente sincera, trasforma in capolavoro anche una disastrosa esibizione. Un sogno che diventa realtà. Ispirata alla vera Florence Foster Jenkins, la commedia racconta della ricca signora dell’alta società newyorkese, anima di un circolo di amanti di bel canto, che nel 1944 si esibisce al Carnegie Hall la più importante sala da concerto classica di New York. Un concerto così atteso che i biglietti vennero esauriti con settimane di anticipo … Florence era famosa per la completa mancanza di doti canore: il senso del ritmo le era totalmente estraneo e concepiva intonazioni assolutamente bizzarre. Il 25 ottobre 1944 il suo talento diventa di dominio pubblico: cosa accadrà? Alla vicenda si ispira il film biografico Florence, diretto da Stephen Frears nel 2016 e interpretato da Meyl Streep, Hugh Grant e Simon Helberg, che ha raccolto svariati riconoscimenti e nomination agli Oscar e ai Golden Globe”. Auditorium comunale ore 20:00.

ARZACHENA. FINO A DOPODOMANI ALLE POSTE LE CARTOLINE E IL BOLLO SPECIALE per la Festa della Repubblica. Fino a sabato 5 giugno, è possibile acquistare nell’Ufficio Postale di Arzachena, di viale Costa Smeralda e in quello di Olbia Centro (via Acquedotto) la cartolina filatelica colorata, che Poste Italiane ha dedicato alla “Festa della Repubblica 2021”. Èal prezzo di € 0,90 nelle sedi interessate, dove sarà ed è possibile chiedere l’annullo speciale rettangolare dedicato alla ricorrenza.

LUOGOSANTO. LA BIBLIOTECA E IL “PADRE PADRONE”. La Biblioteca Comunale organizza per oggi, giovedì alle 18:00, un incontro di lettura pubblica on-line del romanzo di Gavino Ledda “Padre Padrone”. Per partecipare si può richiedere il link di accesso tramite messaggio su Facebook.

LA MADDALENA. L’8 GIUGNO ARLECCHIN DELL’ONDA. Arlecchin dell’onda, Teatro e cultura nel porto, a Cala Gavetta, martedì 8 giugno. Tra racconti veri, veritieri o immaginari, musiche antiche e lazzi delle maschere, “Arlecchin dell’onda”, di Enrico Bonavera, con Enrico Bonavera e Barbara Usai, Compagnia Çàjka, “si propone come uno spettacolo comico e al tempo stesso commovente, una divertita e amara riflessione sulle radici contraddittorie e le storie della nostra cultura mediterranea”.

LA MADDALENA. L’ANIMA GREEN E PANTEISTA DI GARIBALDI emersa nel al convegno del 2 giugno a Caprera. Poche corone e bandiere, il 2 giugno a Caprera, in periodo ancora di pandemìa, per commemorare Garibaldi nell’anniversario della sua morte. Ma tante, interessanti, riflessioni sulla sua anima green e panteista. È successo durante il convegno dal titolo dedicato agli Alberi Monumentali nell’Azienda Agricola che l’Eroe impiantò, sul modello delle fasende sud americane da lui conosciute da giovane.  “Qual è l’importanza degli alberi monumentali?” Si è domandato Ignazio Camarda, dell’Università di Sassari. “È che, toccando la pianta piantata da Giuseppe Garibaldi, in qualche modo, possiamo dire che stiamo toccando qualcosa di vivente dell’Eroe dell’unità nazionale. E a questo dovremmo sempre fare riferimento quando guardiamo questi alberi, questi monumenti!”. Dopo l’emotivamente forte considerazione del prof. Camarda è intervenuta la collega Gabriella Vacca, che ha voluto sottolineare “quello che poteva essere l’approccio e l’amore di Garibaldi nei confronti della natura, che la considera un tutt’uno: l’uomo, la natura, ogni cosa in armonia nella perfezione, una visione panteistica e vogliamo, il tutto nella perfezione, l’armonia. Forse era quello che cercava lui realmente, tant’è che se pensiamo alle sue battaglie e quello che ha rappresentato, come l’eroe, si scopre che aveva anche un’altra dimensione, quella di Caprera, di questo luogo dove ritrovava la pace, la serenità e l’armonia con la natura”. Di grande coinvolgimento è stata così la lettura, fatta dalla professoressa Vacca, di un brano di Garibaldi tratto da “Caprera” (Vecchi A. 1862 Stampiglia e Cantiere del Fibreno, Napoli): “Che grande anima del Vivente eterno è in ogni cosa. Questi lentischi, questi ginepri, questi alberi da frutto – nuovi ospiti dell’isola – questi macigni giganteschi per fermo hanno un’anima. Sarà rudimentale ma anima è. I geologi non parlano di affinità nei metalli? I botanici non parlano di amor tra le piante? E non le vediam noi fecondarsi, e riprodursi sotto i nostri occhi? Noi abbiamo la parola. I bruti, il movimento. Sono immobili i sassi. Sono mute le piante. Ma io credo che essi parlino una lingua che noi non varremo mai a decifrare. Oh! Il piacer grande di indovinare i loro lamenti quando le loro radici hanno sete, quando le foglie hanno bisogno di respirare! Mi sento felice in Fontanaccia perché posso sollevare le piante che il vento rovescia, disporre un bastone presso le deboli. Medicare la ferita di un ramo mozzato e spruzzar polvere di zolfo sui grappoli morsicati dalla crittogama. E mal comprendo come un giovane amante possa strappar fiori e legarli per offrirli alla donna amata qual simbolo dei suoi ardenti pensieri! E non capisco come gentili fanciulle, culte della mente e del cuore possano in primavera sfogliare scherzando le margherite dei prati, per sapere se sieno amate, se poco, o se appassionatamente!”. E che dire della sua poesia da lui dedicata a Caprera? Ecco alcune strofe:“Sulle tue cime di granito, io sento/ di libertade l’aura, e non nel fondo/ corruttor delle Reggie, o mia selvaggia solitaria Caprera/ …. Io l’Infinito qui contemplo, scevro/ dalla menzogna, ed allor quando l’occhio/ mi si profonda nello spazio, a Lui/ che il seminò di Mondi un santuario/ erger sento nell’anima: scintilla/ vicinissima al nulla, ma pur parte/ di quel tutto supremo. Oh! sì, di Dio/ Sì! particella dell’Eterno sei/ anima del proscritto!/”.

IL TRAMONTO DEI NURAGHI, un libro di Massimo Rassu. Anche in Gallura sebbene non in gran numero ci sono dei nuraghi che ne caratterizzano il paesaggio come del resto quello del resto della Sardegna. La costruzione di essi iniziò ad un certo punto della storia e finì attorno al 1100 avanti Cristo. Il motivo per il quale queste particolari e per molti versi ancora misteriose costruzioni non vennero più costruite dai sardi è ugualmente un mistero. Che cerca di svelare Massimo Rassu nel libro “Il tramonto dei nuraghi, cambiamenti nelle architetture della Sardegna preistorica” Nor editore, 2021.