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mercoledì, Settembre 29, 2021
BreviNews

La Maddalena. L’Opinione. Vaccino… e “immunità di popolo”

(di Francesco Pio Palazzolo) – Vaccinarsi è un dovere, e lo è pure il rispetto delle regole. È un dovere perché si vive in società e nella società ci si interseca, si è interdipendenti e interattivi e ogni nostra singola azione, anche se non appare al momento, ha sempre ripercussioni sugli altri e inevitabilmente ci ritorna, come feedback, a volte attenuata a volte amplificata, molte volte mutata. Per questo ci convinciamo che le nostre azioni, una volta espletate, non ci appartengano più, diventino “altro da noi”.

Ciò tende a deresponsabilizzarci proprio quando sarebbe opportuno essere responsabili. E qui entra in gioco il “dover essere”. Il dover essere implica uno stretto rapporto tra ciò che si è, e ciò che si deve (“deve” non solo inteso come “dovere” ma anche “potenzialità dell’essere”) essere, che non comporta necessariamente un nesso di temporalità, un prima e un dopo, ma implica un tutt’uno tra ciò che si è ora, e ciò che dovrà essere; e siccome, come si diceva, non si vive avulsi dagli altri, ogni azione soggettiva, anche la più banale, avrà un risvolto sociale, avrà una ricaduta nella società che si allargherà e coinvolgerà anche soggetti lontani, lontanissimi da noi; come una pietra che cadendo in uno stagno immobile va a muovere parti lontane che ricadono ritmicamente nel flusso di mutazione delle onde, che concentriche si allargano, e ritornano indietro. Tutto ciò destabilizza l’equilibrio che si era creato, per crearne un altro. Infatti, tutto muta, in apparenza, per “caso”, ma in sostanza, in relazione alle nostre azioni che, essendo molteplici, influiscono in modo apparentemente “casuale” e “disarticolato” e “estraneo” dandoci, spesso, la sensazione della fatalità e dell’ineluttabilità degli eventi.

Quindi il vaccinarsi sembra essere (è), un’azione singolare, da adottare in perfetta solitudine, ma che ha, inevitabilmente, un risvolto collettivo, che ci ritorna indietro sotto forma di: protezione, libertà di movimento, sicurezza sanitaria, per ritornare ad essere protagonisti e padroni della nostra esistenza; non solo in senso assoluto ma anche e, o prevalentemente, in senso relativo.

Le vaccinazioni di massa del 14/15/16 hanno visto molti nostri concittadini aderire alla campagna e forse altri ce ne sarebbero stati ancora, ma ripeto, da qui in avanti vale il principio di prudenza e di responsabilità, da oggi tutto dipende da come ci comporteremo e da come pretenderemo dagli altri lo stesso cauto comportamento.

La scoperta di un nuovo caso di covid-19, e la relativa messa in quarantena di una intera classe, non deve allarmare, ma non deve neanche meravigliare.

Come avevo già avuto modo di dire “Covid Free” non è una conquista per sempre è uno status che va mantenuto e protetto giorno dopo giorno senza abbassare la guardia. Perciò: che provvedimenti abbiamo messo in opera per filtrare gli arrivi? Quali sistemi di controllo del territorio? Quali accorgimenti per verificare le certificazioni o lo stato di salute di chi approda con la barca nei nostri porti o in genere nel nostro territorio? (Alghero, intanto, ha predisposto un controllo ed eventuali tamponi per gli equipaggi di diportisti sforniti di green pass).

Spero che qui un piano ci sia, non solo sulla carta. Il tempo stringe e l’estate è alle porte non vorremmo assistere ad un arrembaggio piratesco dove il sentirsi tutti liberi diventi la regola derivata da un segnale di “liberi tutti” che possa dare la stura alle “libertà compresse” (e mi riferisco in particolare agli ospiti) e che qui trovino il giusto terreno per esplodere: sarebbe un modo disastroso per affrontare l’estate e un modo catastrofico per iniziare la prossima stagione invernale distruggendo “l’immunità di popolo” tanto faticosamente conquistata.