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martedì, Giugno 22, 2021
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Arzachena. Che le attività stagionali che aprano per almeno 6 mesi: lo chiede alla Regione il Consiglio Comunale

(di Claudio Ronchi) – Il Consiglio Comunale ha approvato ieri, martedì, una mozione per il Consiglio Regionale affinché questo riduca, da un anno a sei mesi l’obbligatorietà delle aperture stagionali: più precisamente Arzachena chiede la modifica degli articoli 17 e 31 della Legge Regionale n. 5 del 2006. L’attuale normativa prevede infatti che le attività commerciali, chiuse per oltre un anno, abbiano revocata l’autorizzazione. La città smeraldina vorrebbe invece che la revoca venisse stabilita dopo sei mesi.

Nel corso di questi anni abbiamo più volte ribadito la necessità che i servizi venissero erogati per più tempo possibile”, ha dichiarato il sindaco, Roberto Ragnedda, “e molto spesso tanti nostri concittadini ci hanno domandato come mai, tante attività, rimangano aperte soltanto per 40 giorni, o per due mesi, non garantendo quelle ricadute occupazionali che il territorio si attende”.

“L’offerta turistica di carattere “mordi e fuggi’ deve in qualche modo essere osteggiata”, sono state le parole del capogruppo di maggioranza e assessore alle Attività Produttive, Mario Russu.

L’assessora ai Servizio Sociali, Gabriella Demuro, si è dichiarata “fortemente convinta che sia indispensabile che tutte le attività, che ruotato attorno al turismo, debbano aprire e dare un servizio. Il messaggio che vogliamo dare – ha proseguito l’assessora – va a tutelare non solo i commercianti e gli albergatori ma tutta la popolazione, perché noi abbiamo famiglie intere che lavorano prevalentemente nel periodo estivo. Questo ‘periodo’, vi assicuro, si sta riducendo sempre di più. Adesso, a maggior ragione con la questione legata al Covid, ma lo era anche negli anni scorsi”.

Dall’opposizione, la capogruppo Maria Giagoni, ha espresso alcune perplessità soprattutto sul fatto che la richiesta riguardi le attività commerciali e pubblici esercizi. “È abbastanza inutile costringere il piccolo rivenditore, il piccolo negozio che può esserci a Baia Sardinia o Arzachena o Porto Cervo, a rimanere aperto per sei mesi quando magari le strutture alberghiere chiudono prima e svolgono attività per quattro mesi”.

“Qua nessuno vuole fare lo sceriffo, qua nessuno vuole obbligare le persone a fare qualcosa contro il proprio interesse, qua si chiede di cambiare la mentalità, si chiede di far crescere, insieme, un territorio che può dare tante soddisfazioni a chi viene ad intraprendere attività commerciali”, ha replicato il sindaco Ragnedda.

È paradossale che, in un certo periodo dell’anno, le serrande siano tutte abbassate. Questo non è più tollerabile, non ce lo possiamo permettere, anche perché contrario anche alle regole del mercato, e a lungo andare va anche contro gli stessi interessi degli operatori. Pertanto”, ha concluso il sindaco, “la nostra è un’azione propositiva nei confronti della Regione, affinché modifichi il testo della norma laddove non prevede un termine minimo di apertura; con l’augurio, peraltro, che si cambia la mentalità e che insieme si possa crescere”.