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venerdì, Maggio 7, 2021
AttualitàNews

La Maddalena. Aperta la Suor Nicoli, la Casa d’Accoglienza; Una collaborazione Parrocchia-Comune

(di Claudio Ronchi) – Il taglio del nastro tricolore è stato fatto dal sindaco Fabio Lai, ieri mattina, e la benedizione è stata impartita dal viceparroco, don Davide Mela.  Ora, la Casa d’Accoglienza per senzatetto e disabili autosufficienti, Suor Nicoli, ubicata in via Morosini, a Due Strade, è stata riaperta

“Sono felice e orgoglioso del lavoro che, in così poco tempo, ha fatto la squadra”, ha affermato il sindaco; “Mi emoziona molto, soprattutto per l’importanza sociale che ha, questo primo nastro che tagliamo. Siamo intervenuti sia sulla struttura sia nel reperire i fondi per la gestione”.

Si è così concretizzata una collaborazione tra la Parrocchia di Santa Maria Maddalena, che mette a disposizione in comodato gratuito circa 200 m² di locali e il Comune che ne ha dato in appalto la gestione alla cooperativa La Mimosa.

Un grandissimo traguardo!”, afferma soddisfatto il delegato ai Servizi Sociali, Adriano Greco. “C’è stato un lavoro davvero importante. Questa amministrazione si prende cura delle persone più fragili, di coloro che versano ai margini della società”.

Don DavideMela: “Oggi è un giorno bello! Si porta a compimento un’opera iniziata 12 anni fa da don Domenico Degortes e che, con l’arrivo di Andrea Domanski, si è cercato di perfezionare perché diventasse, non solo una cosa della Chiesa ma di tutta la comunità, cristiana e civile. Deve essere un orgoglio per tutta la comunità maddalenina. Attorno alla Casa d’Accoglienza ci sarà la Cittadella della Carità, diventando questo un complesso a impatto sociale dove, veramente, si cercherà di ridare dignità alle persone: qui sotto ci sarà l’emporio con la boutique, a fianco alla chiesa il centro di ascolto. E poi ci sarà anche la mensa civica …”.

Grande soddisfazione ha espresso l’ex parroco don Domenico Degortes. “Quando si collabora tra le varie istituzioni, in questo caso il Comune e la Parrocchia, la cooperativa eccetera, le cose si fanno molto meglio e … fioriscono! Si realizza anche l’attenzione, a quelle piccole cose che fanno, di una casa, l’accoglienza. All’inizio ci sono voluti molti soldi” ricorda don Domenico, che fortemente volle questa struttura, nel 2009.  “C’era stata una donazione, una benefattrice che aveva donato una casa che è stata venduta, poi un’altra persona ha lasciato un’altra casa; venduta che quella; ma i soldi ricavati non sono bastati, ce ne sono voluti anche altri, arrivati da altri benefattori e a quel punto si è potuto realizzare l’edificio. Ora”, prosegue l’ex parroco, “il Comune ha fatto la sua parte ed è tutto bello, tutto efficiente, con persone qualificate, stipendiate, posti di lavoro che si sono creati”.

Fino a due anni fa la struttura era gestita dalla Chiesa; ne fu direttore don Alberto Guevara e poi e poi lo stesso don Domenico. Fu creato un’associazione e tutto andò avanti bene o male sulle spalle dei volontari.  Ma non poteva però, ovviamente, continuare così, anche perché c’erano delle questioni burocratiche da sistemare, come poi è stato fatto.

La struttura è per soli uomini e per il momento, in tempi di Covid, ospiterà non più di 5 persone, che saranno assistite da 3 dipendenti della cooperativa.

Pensando alle persone che  donarono per testamento un loro immobile alla Parrocchia, perché realizzasse opere di bene, dalla cui vendita poi si ricavarono una parte di finanziamenti per la realizzazione delle opere murarie della Suor Nicoli, viene da pensare se non sia opportuno ricordare, magari con una piccola targa, questi benefattori.