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domenica, Aprile 11, 2021
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La Maddalena. La Spiaggia Rosa è rosa, grazie alla posidonia: se manca questa …

(di Claudio Ronchi) – Il Parco Nazionale scrive che le praterie di Posidonia Oceanica stanno scomparendo ad un tasso 4 volte più alto di quello delle foreste terrestri. E siccome la “fabbrica di sabbia” della Spiaggia Rosa di Budelli, sono i banchi di posidonia ad essa prospicienti, se venissero a mancare questi o riducendosi significativamente, le conseguenze sarebbero piuttosto gravi.

Di quelle dell’arcipelago, la Spiaggia Rosa è quella che ha la più alta percentuale di sabbia carbonatica, d’origine animale, cioè derivante da gusci. Si tratta di organismi che vivono attaccati alla posidonia oceanica. Attenzione solo in minima parte si tratta di conchiglie mentre il quantitativo nettamente maggiore è dato da protozoi, priozoi, molluschi, in pratica tutti gli animali che producono un guscio calcareo”. Ad affermarlo è Luca Bittau, presidente di SeaMe Sardinia (associazione per la tutela e conservazione del mare e delle sue risorse, che collabora con università, enti privati e il Parco Nazionale di La Maddalena). 

Il Si tratta della Miniacina miniacea che è un protozoo unicellulare con guscio appunto di colore rosa.

Perché dunque esiste la Spiaggia Rosa? “Perché c’è una grande prateria di posidonia proprio di fronte alla Cala del Roto, che produce tutta questa sabbia”, ricorda e spiega il dottor Bittau. Dunque la peculiarità della Spiaggia Rosa di Budelli è la posidonia che l’ha creata con quelle caratteristiche: possiamo quindi dire che la Spiaggia Rosa sia figlia della posidonia oceanica, che è la più grande risorsa che ha il Mar Mediterraneo e quindi che ha il mare dell’Arcipelago-Parco.

E allora, se tanto mi dà tanto, se è vero questo, come si può rimanere indifferenti alla notizia, lanciata qualche giorno fa dal Parco Nazionale sulla sua pagina facebook, che ha scritto: “Le praterie di Posidonia Oceanica stanno scomparendo ad un tasso 4 volte più alto di quello delle foreste terrestri?”. Il dato è generale ma riguarda, evidentemente anche i fondali del Parco, tanto che, informa l’ente di via Giulio Cesare, “ha aderito al progetto Sea Forest LIFE, cofinanziato dall’Unione Europea attraverso il programma LIFE, che ha l’obiettivo di incrementare la capacità dei serbatoi di carbonio delle praterie di Posidonia”.