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martedì, Settembre 21, 2021
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La Maddalena. Don Antonello Tumminello, commozione e rimpianto

(di Claudio Ronchi) – Furono una quarantina i preti della Diocesi presenti ai funerali di don Antonello Tumminello, nell’aprile del 2016, oltre al vescovo Sanguinetti che presiedette il rito funebre.

Era presente il sindaco Luca Montella con la fascia tricolore. L’Ordinario Militare mons. Santo Marcianò mandò come suo rappresentante il cappellano dei Carabinieri padre Mariano. Parteciparono in massa gli studenti del Nautico con la dirigente Bianca Maria Morgi, i crocieristi che con lui condivisero l’esperienza e l’avventura della sua ultima crociera indossavano le tute che avevano in navigazione. Partecipò la Marina Militare col comandante delle Scuole Sottufficiali, Roberto Fazio, e della Capitaneria di Porto, Leonardo Deri, amici di don Tumminello. I marinai resero onore al loro “cappellano” col picchetto. Animarono il rito il coro Santa Cecilia e il coro della Parrocchia Militare della Madonna della Medaglia Miracolosa, e alla fine anche la Banda Giuseppe Garibaldi.

Tutto questo dice la stima di molti, nei confronti di don Antonello. Che era un “prete della strada” come lo definì mons. Sanguinetti, in senso positivo, perché proiettato ad avvicinare quanti non frequentano il tempio, avvicinare “le periferie”, come dice Papa Francesco, e lui “aveva le qualità per farlo”.

Una vita pienamente vissuta, la sua, con tante esperienze, non comuni per un prete, che lo facevano più vicino alla gente.

Aveva inoltre molti interessi: lo studio e la lettura (aggiornato sulle ultime pubblicazioni), internet, arte, musica, cucina, mare (aveva la patente nautica). Era molto contento di insegnare all’Istituto Nautico ed aveva instaurato un bel rapporto con gli studenti.

Era orgoglioso di essere stato nominato cappellano della Marina Militare e svolgeva questo compito nella Scuola Sottufficiali, nella Parrocchia Militare e nelle celebrazioni della Marina e della Guardia Costiera nel Nord Sardegna. Tutto questo spiega la grande partecipazione della gente ai suoi funerali, la chiesa gremita e gremita la piazza antistante, come anche la buona presenza alle due veglie di preghiera.

I suoi familiari, quattro sorelle con le famiglie, apprezzarono molto le manifestazioni di affetto e di stima nei confronti di don Antonello da parte della comunità maddalenina, e insieme al parroco don Degortes decisero ciò che lui sicuramente voleva, restare nel “mio Paradiso” come soleva dire di La Maddalena; è stato infatti sepolto all’Isola.

Il commosso ricordo dei ragazzi del Nautico

Don, sei sempre stato tra di noi e fino all’ultimo sei voluto restare con noi, e noi sino all’ultimo siamo rimasti con te. In questo momento preferiremmo essere in barca con te ad ascoltarti mentre suonavi la tua chitarra e ci accompagnavi con il tuo meraviglioso tono di voce, quando noi cantavamo stonando da non poterci ascoltare, invece ci troviamo qui a salutarci. È difficile esprimere a parole ciò che stiamo provando in questo momento, tu non eri un semplice don, non eri un semplice professore, tu eri molto di più… eri un maestro di vita…. Le tue lezioni non erano solo di religione, ma a noi giungevano come lezioni di vita, sentiremo la tua mancanza. Le tue ultime parole sono state “non voglio abbandonare i miei ragazzi” e noi ora ti diciamo che non ti abbandoniamo. Resterai per sempre vivo nei nostri cuori. Grazie Don, grazie Prof, grazie Amic. I ragazzi dell’Istituto Nautico