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domenica, Aprile 11, 2021
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La Maddalena. Cinque anni fa moriva don Antonello Tumminello.

(di Claudio Ronchi) – La mattina del 6 aprile 2016 don Antonello Tumminello ci lasciò. E lo fece in terra di Corsica, ad Ajaccio.

Nato 62 anni prima a Cagliari, Antonello Tumminello aveva conseguito il diploma di geometra, aveva studiato comunicazione a Firenze ed era stato fidanzato. Aveva lavorato all’Enel, era stato segretario territoriale della Cisl, fu presidente di una cooperativa sociale, titolare di una società turistica, agente immobiliare, responsabile della Sardegna di una società che gestisce mense sociali e aziendali. L’ultimo lavoro fu, a Olbia, quello di direttore di una società d’intrattenimento, proprietaria di bar e ristoranti. Un uomo che ha vissuto, fino al 2005.

Poi la svolta quando don Andrea Raffatellu, che reggeva la Diocesi, in quanto sede vacante, lo accolse in Seminario, a Tempio, per un anno di prova. “Perché ho capito che quella era la mia strada? Perché giorno dopo giorno, mese dopo mese, sono ridiventato felice!”.  Antonello Tumminello aveva allora 55 anni.

Alla fine degli studi, già accolito dal 17 gennaio 2009, venne inviato a La Maddalena dal vescovo Sanguinetti, come insegnante di Religione e per condividere con don Domenico Degortes la fase delicata e finale della sua preparazione al sacerdozio.

Antonello Tumminello fu ordinato Diacono a La Maddalena il 14 settembre 2012, e sacerdote, da monsignor Sanguinetti, il 28 giugno 2013. Continuò così a rimanere a La Maddalena in qualità di viceparroco ed insegnante di Religione, all’Istituto Nautico, apprezzato dai colleghi e benvoluto dagli studenti.

Don Tumminello dal 2015 fu incaricato di reggere la parrocchia militare di La Maddalena con l’estensione dell’incarico a tutta la direzione marittima di Olbia della Guardia Costiera, in pratica delle coste nord-est della Sardegna.

Evidentemente il suo destino dal mare era segnato (Marina – Guardia Costiera) se la morte lo colse durante la regata per i Parchi e le Riserve Marine alla quale stava partecipando con i colleghi e con i suoi alunni dell’Istituto Nautico. Colto dai primi malori volle resistere perché doveva riportare a casa i suoi allievi, fino a quando, a Bonifacio, la situazione non peggiorò, precipitando nel pomeriggio del 5 aprile quando, dopo un primo ricovero all’ospedale di Bonifacio, fu trasferito in elicottero a quello di Ajaccio. Lì, nelle prime ore del mattino del 6 aprile, poté unirsi a quel Dio che, nella sua vita, aveva tanto cercato e che negli ultimi anni aveva pienamente abbracciato con la scelta, matura, della vita sacerdotale.