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venerdì, Maggio 7, 2021
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La Maddalena. L’ultimo giorno del Maggior Leggero

(di Claudio Ronchi) – Centocinquant’anni fa, il 15 gennaio del 1871, moriva a La Maddalena (dove era nato) Giovanni Battista Culiolo, detto il Maggior Leggero: grande marinaio, grande guerriero, fin da giovane grande amico di Garibaldi. I testi di storia del Risorgimento lo ricordano combattente in Sud America, nella proclamata Repubblica Romana, in Centro America. Rientrò a La Maddalena poco più che cinquantenne, gravemente mutilato e pieno di acciacchi. Fu incaricato a Caprera della sicurezza del “Generale”. Tornò con una moglie, molto più giovane di lui, dalla quale ebbe dei figli. Da Garibaldi e dal clima politico dell’epoca il Maggior Leggero recepì anche il marcato ed esasperato anticlericalismo. Che a La Maddalena non poteva non avere come bersaglio che il parroco Michele Mamia Addis. Ogniqualvolta Leggero lo incontrava volavano insulti, imprecazioni e, si racconta, anche qualche sassata. Nel gennaio del 1871, assente Garibaldi impegnato nella guerra franco-prussiana, qualcuno regalò dei funghi al Maggior Leggero. Probabilmente velenosi, si sentì male e vedendosi prossimo alla fine chiese ad una vicina di casa (1), certa Francesca Tosto, di chiamare il prete. Sorpresa, la donna indugiò, mèmore dei turbolenti rapporti tra i due. Poi andò a bussare alla porta della canonica. “Per tutto quello che mi ha fatto potrei rifiutarmi ma sono un prete e vengo” disse il parroco. “Veni Mamia” sussurrò sofferente Leggero, “chi sagu cusa lasciu e nun sagu cusa trovu”. (“Vieni avanti Mamia”, sussurrò sofferente Leggero. “So che cosa lascio ma non so che cosa trovo”).  E gli chiese perdono, ricevendo, in punto di morte, l’estrema unzione. Il fatto, tuttora raccontato da Antonio (Tonino) Conti, nipote di Francesca Tosto, da lui appreso dalla viva voce della nonna, è sostanzialmente confermato dal Registro Parrocchiale dei Morti. In data 14 gennaio 1871 è infatti scritto che “omnibus sacramentis munitus animam Deo reddidit” Giovanni Battista Culiolo, di Silvestro e Rosa Fienga, di anni 57 e 4 mesi. Non solo, risulta anche che ebbe regolare funerale con accompagnamento della Croce. L’atto è sottoscritto da Michele Mamia Addis, vicario perpetuo. Il Maggior Leggero venne seppellito nel “Cimitero Vecchio”, sotto una lastra di graniglia. Nessuno ritenne opportuno onorarlo né con una epigrafe né con un cippo.

1) Il Maggior Leggero abitava allora in via degli Ulivi (oggi via Generale Zicavo). In precedenza aveva abitato al numero 2 dell’attuale via Volturno (dove era nato nel 1813) e nell’attuale via Maggior Leggero (allora a sua volta denominata via Generale Zicavo).