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lunedì, Novembre 29, 2021
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La Maddalena. Dieci anni fa moriva Pasqualino Serra, primo sindaco eletto dai cittadini e padre del Parco

(di Claudio Ronchi) – Dieci anni fa (il 16 dicembre 2010), moriva nell’Ospedale Paolo Merlo di La Maddalena, Pasqualino Serra; imprenditore, fu uomo politico, amministratore provinciale e sindaco di La Maddalena. Innamorato del suo Arcipelago, orgogliosamente isolano, ha sognato per le sue isole un futuro radioso e politicamente ha cercato di realizzarlo. È il “padre” del Parco Nazionale, per la cui istituzione operò fin dalla costituzione dell’associazione Amici dell’Arcipelago, accelerandone decisamente le pratiche durante il suo mandato da sindaco. Nel triennio vissuto da primo cittadino ha realizzato diverse opere pubbliche impostandone altre, ragionando in maniera aperta nel perseguimento di un’impostazione turistica di sviluppo che oggi si definisce “sostenibile”. Pasqualino Serra era nato il 29 marzo del 1928 nell’isola di Santo Stefano, l’isola di famiglia. Portava il nome del nonno, Pasquale Serra, che amava spesso ricordare quando voleva sottolineare le sue antiche origini isolane. Da Santo Stefano, fin da bambino, veniva a scuola a Maddalena con la barca, a remi o a vela, poi si trasferì nell’isola maggiore. Fece parte dell’Azione Cattolica e si iscrisse, da giovanissimo, alla Democrazia Cristiana. Partecipò, a Sassari e localmente, alla rivoluzione dei Giovani Turchi, quella lanciata nei primi anni Cinquanta da Francesco Cossiga, Pietrino Soddu, Nino Giagu, Paolo Dettori. Quando ci fu la frattura fra Cossiga (ed i suoi amici) e Soddu (con i suoi), e questi ultimi divennero “morotei”, avendo come punto di riferimento nazionale Aldo Moro, a questa corrente aderì Pasqualino Serra. Fu eletto nel Consiglio Provinciale di Sassari nel 1956 e nel 1957 nel Consiglio Comunale di La Maddalena. A Palazzo Sciuti ha rivestito per più mandati amministrativi, sia da consigliere che da assessore. Il gruppo “moroteo” di Pasqualino Serra (che si contrapponeva a La Maddalena al gruppo della “Sinistra di Base” che aveva come punto di riferimento Giuseppe Deligia e don Salvatore Capula) elesse sindaci a lui molto vicini, tra questi Josto Tramoni, Pietrino Vasino, Stefano Cuneo, Gavino Canopoli. Nel 1985 Pasqualino Serra lasciò il Consiglio Provinciale, per un periodo rimase nell’ombra dedicandosi ai suoi affari personali ed alle sue imprese (nella vita era imprenditore del granito ed armatore), poi tornò in auge con la riforma dei consigli comunali e l’elezione diretta del sindaco. Nel 1993 infatti cominciò a mettere in piedi una lista, che chiamò Unità Isolana, che si contrappose ai partiti, fallimentari fino a quel momento a La Maddalena, che dopo una miriade di sindaci eletti e abbattuti si erano ripresentati con la Lista Progresso, sulla carta era un carro armato che in effetti colò a picco clamorosamente, lista che comprendeva allora la Democrazia Cristiana in sfacelo, gli ex PCI (PDS) e tutti i logori partiti che costituivano il vecchio Pentapartito nazionale. Pasqualino Serra, non nuovo certamente della politica, rappresentò invece agli occhi di un elettorato disgustato e desideroso di cambiamenti, la novità, la nuova strada da tentare. Serra mise in piedi la lista alleandosi con Franco Tamponi, leader all’epoca del PSI, con il direttore sanitario del Paolo Merlo, Romeo Milani, all’epoca in auge, e coinvolgendo diversi cattolici. Pasqualino Serra vinse clamorosamente le elezioni, incassando probabilmente anche i voti di Rifondazione Comunista. Serra fu il primo sindaco eletto direttamente dalla cittadinanza. Andò avanti per oltre tre anni, realizzando cose importanti e non riuscendo a portarne a compimento altre. È considerato, come già scritto, il “Padre del Parco”, che proprio con la sua amministrazione prese forma. La frattura fra lui e Romeo Milani mise in crisi la maggioranza e portò alla sua clamorosa “destituzione” con il voto di sfiducia del Consiglio Comunale. Una pagina amara della storia politica e della vita di Pasqualino Serra. Nelle successive elezioni (vinte dal senatore ex PCI Mario Birardi), Pasqualino Serra si candidò di nuovo con una lista propria, che raccolse però pochi voti che gli assicurarono comunque il ritorno nel Consiglio Comunale, in minoranza. Una volta terminato quel mandato si ritirò dalla vita politica.