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martedì, Maggio 18, 2021
Attualità

La Maddalena. Dall’Ancim un appello per il Paolo Merlo

“In tema di Sanità, i cittadini delle isole minori sarde non chiedono privilegi, ma diritti”. Così Gian Piera Usai, segretaria Generale ANCIM (Associazione Nazionale Isole Minori). “Sicuramente la Regione Sardegna, nella sua proposta di riforma sanitaria, non nega questi diritti, ma li acclara con un’ottica generalista ispirata solo a principi di economicità e di adeguatezza di prestazione”.

Ciò che, invece, i cittadini insulari chiedono è di cambiare o di ampliare la visuale di valutazione per individuare le soluzioni che, pure attuando il principio dell’adeguatezza e dell’economicità, non dimentichi quello della vulnerabilità delle are insulari e, soprattutto, delle soluzioni più adeguate ai bisogni dei cittadini. “Cosa propongono per questa riforma sanitaria?” domanda Gian Piera Usai.

“Il primo parametro che va preso in considerazione è quello dei fruitori: essi non sono solo i residenti ed i turisti del singolo Comune, ma sono il bacino di utenza che per La Maddalena non è limitato ai circa 12mila residenti nell’isola, ma comprende anche i residenti nei Comuni limitrofi: Palau, S. Teresa e potremmo spingerci fino ad Arzachena per arrivare ad un bacino di circa 30mila abitanti. I Comuni limitrofi troverebbero più semplice confluire nell’Ospedale Paolo Merlo invece che in quello di Olbia o di Nuoro, quando Olbia è satura. Fenomeno non raro, viste le segnalazioni emerse più volte nel corso dell’estate. L’Ospedale Paolo Merlo esiste già ed invece di ridimensionarlo, limitando servizi e prestazioni che sono sempre state erogate, andrebbe potenziato e qualificato”.