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lunedì, Agosto 15, 2022
Storia

1915. Cent’anni fa la Prima Guerra Mondiale. I fratelli Bergonzelli: Ed anche la Santa Sede si interessò alla sorte di Umberto … (38)

Maddalena MaddaleniniIn quest’ ultima puntata relativa all’anno di guerra 2015 pubblichiamo l’interessante contributo di Gaetano Nieddu (appassionato di storia e collezionista, curatore del Museo Militare allestito presso la Scuola Sottufficiali di La Maddalena) sulla storia di 3 fratelli nati da padre piemontese e mamma maddalenina, richiamati o volontari in guerra. Solo due di loro, dopo tre anni di pericoli, di sacrifici, di fatiche, riuscirono a tornare a casa …

I tre giovani fratelli, Carlo, Umberto e Giuseppe Bergonzelli, sono figli di un piemontese trasferitosi a La Maddalena e sposatosi con una bella e giovane locale: Isolina Mazzella.

Carlo è il maggiore dei tre, nel 1915 ha 24 anni ed esercita la professione di scalpellino. Subito dopo la dichiarazione di guerra viene chiamato alle armi ed è inquadrato nella Brigata “Reggio” che, insieme alla “Sassari” è composta in maggior parte da soldati sardi. Carlo la guerra la combatte davvero; per ben due anni affronterà gli scontri a fuoco con il nemico, i corpo a corpo e le sofferenze della vita di trincea. La sua Brigata combatte duramente nel Cadore e sul Monte Sief che riesce prima a conquistare e poi a resistere ai violenti contrattacchi, a costo di pesanti sacrifici. Nel maggio del 1917 Carlo lascia la “Reggio” per entrare a far parte dei Reparti Mitraglieri Fiat, reparti che combattono sempre in primissima linea.

Umberto nel 1915 ha invece 19 anni, è il minore dei tre ed è militare di leva nella Brigata “Cremona”. Nell’estate del 1916 questa unità è impegnata in sanguinosi combattimenti di trincea, fatti di attacchi e contrattacchi, in un’alternanza che solo l’immenso calderone della prima guerra mondiale ha potuto concepire. In quei giorni, durante un combattimento notturno, di Umberto si perdono le tracce e non si hanno più notizie. È iniziato da poco il mese di luglio di una pesante e calda estate, a La Maddalena ci si avvicina alla festa patronale di S. M. Maddalena ma il clima generale è condizionato dall’ansia di decine di famiglie per le sorti di figli e mariti sparsi lungo tutto il fronte della guerra. La notizia che arriva alla madre Isolina, è laconica e cruda come sanno essere le notizie sconvolgenti: Umberto è disperso; “disperso” una sola parola e tutto piomba nel buio più fitto, nella disperazione. Dopo i primi giorni di speranza, passano le settimane e poi i mesi, senza che niente muti la situazione, Umberto sembra essere svanito nel nulla. Tra l’altro arrivano notizie di furiosi combattimenti e perdite gravissime anche dai fronti nei quali sono impegnati gli altri due fratelli, Carlo e Giuseppe.

Trascorrono così ben undici mesi quando, il 19 giungo del 1917, il quotidiano “Il Giornale d’Italia” pubblica una notizia, con tanto di foto, che riguarda la scoperta, da parte della Santa Sede, della sorte di un giovane soldato dato per disperso molti mesi prima, si tratta proprio del maddalenino Umberto Bergonzelli!  Dopo mesi di angoscia, dice lo scritto, i famigliari hanno finalmente potuto apprendere, grazie alla Santa Sede, che il giovane soldato è morto nella notte del 6 luglio 1916, presso Monfalcone, ucciso dalle pallottole austriache. È la fine!

(38 – continua) Gaetano Nieddu

“Il Bergonzelli”, scriveva il giornale, “era partito per il fronte con tutto l’entusiasmo dei suoi venti anni per dare il suo braccio per la grandezza della Patria, ma il caso ha voluto che vi trovasse la morte che sarà pianta amaramente dai parenti e dagli amici che lo amavano tanto”. È stato sotterrato nel Camposanto militare di Goriansko (Kinstenhaband).