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lunedì, Agosto 15, 2022
Storia

1915. Cent’anni fa la Prima Guerra Mondiale. Il Natale del 1915 (37)

Maddalena MaddaleniniLa sera della vigilia di Natale del 1915 il parroco di La Maddalena Antonio Vico (allora era solo una la Parrocchia), intonò con la sua voce baritonale, le prime note della Novena di Natale. Non era accompagnato dall’organo, questa volta, perché il giovane che vi si cimentava era stato richiamato in guerra.

Erano le cinque e mezza e il sacrestano veneto, Antonio Bordignon, aveva acceso lumi e candele per rischiarare la Chiesa ormai buia e fredda. Le avrebbe spente una mezz’oretta più tardi per poi riaccenderle, questa volta tutte quelle disponibili, alle 23:30, per l’inizio della Messa di Mezzanotte.

Sia la Novena che la Messa della Natività furono gremitissime di fedeli, intere famiglie vi si recarono, anche quelle non abituali alle sacre funzioni ma il Natale è … il Natale. Anche perché tante di loro, ma tante, avevano padri, fratelli, figli, giovani sposi, lontani, molto lontani, al fronte o per mare.

Don Vico, nell’omelia non poté non ricordare il momento particolarmente difficile che l’Italia e la comunità maddalenina stavano vivendo, e la commozione, insieme all’angoscia, assalì coloro che erano presenti.

Dall’inizio della guerra erano stati 21 i maddalenini deceduti. E quasi tutti giovanissimi, e figli del popolo: di panettieri, di muratori, di calzolai, di fanalisti, di agricoltori, di pescatori, di sarti, di scalpellini, di marittimi, … E nessuno di quei poveri figli di mamma lo si era potuto riportare a casa, per nessuno di loro, i familiari, potevano recarsi su una tomba per piangerli. Non solo ma di molti di loro non solo si ignorava il luogo di sepoltura ma addirittura la sorte. Molti, forse una cinquantina, erano rimasti feriti, alcuni anche gravemente, durante le operazioni di terra e di mare. Erano giorni di nostalgia e di angoscia.

“Una nube di tristezza avvolge anche quest’anno la lieta solennità Natalizia”, ebbe a dire alla vigilia di Natale 1915 Papa Benedetto XV.

“L’espressione dei sentimenti ispirati dalla soave ricorrenza, non ha potuto spogliare la sua commossa parola della lugubre veste del comune dolore. Se infatti volgiamo lo sguardo a vicine ed a lontane regioni, Ci colpisce anche oggi il ferale spettacolo di una umana carneficina, e se nell’anno scorso lamentavamo, in somigliante circostanza, l’ampiezza, la ferocia, gli effetti del tremendo conflitto, oggi dobbiamo deplorare l’espansione, la pertinacia, l’oltranza, aggravate da quelle micidiali conseguenze che del mondo hanno fatto ospedale ed ossario, e dell’appariscente progresso della umana civiltà un anticristiano regresso”.

“Quando l’uomo ha indurito il suo cuore e l’odio ha pervaso la terra”; andò a concludere Papa Benedetto XV, “quando imperversano il ferro ed il fuoco ed il mondo risuona di armi e di pianti; quando gli umani accorgimenti si sono mostrati fallaci ed esula ogni civile benessere, la fede e la storia Ci additano, come unico scampo, la Onnipotenza supplichevole, la Mediatrice di ogni grazia, Maria… e allora con sicura fiducia diciamo: Regina pacis, ora pro nobis!”.

(37– continua) Claudio Ronchi -claudioronchi@tiscali.it