Archivi

redazione@gallurainformazione.it
martedì, Maggio 18, 2021
Storia

1915. Cent’anni fa iniziò la Prima Guerra Mondiale (22)

Maddalena MaddaleniniSono stati 100.000 i sardi che hanno combattuto nella Prima Guerra Mondiale, su una popolazione complessiva di 850.000 persone. Lo ha ricordato a La Maddalena il 4 luglio 2015, Aldo Accardo, presidente del Comitato Sardo per i Cent’Anni dalla Grande Guerra, durante le celebrazioni garibaldine.

Non avendo i numeri ufficiali possiamo tuttavia ipotizzare che i maddalenini siano stati un migliaio. Un’enormità davvero.

Nell’occasione celebrativa citata, un contributo al “ricordo” lo ha dato anche il sindaco Luca Montella, il quale ha rivelato di avere, tra le carte di famiglia, la lettera di un ufficiale medico sardo, in servizio, durante la guerra 1915-18, in una delle fortificazioni di Caprera. Scriveva alla famiglia, dalla quale era lontano da parecchi mesi, che la sua giornata iniziava alle 5:30 del mattino e proseguiva, dopo la colazione, con la visita di 50-60 coscritti.

“Alle 8:00 monto a cavallo e vado verso i forti” (non è dato sapesse dove il giovane ufficiale medico fosse assegnato ma il “giro” doveva esse probabilmente a forti alternati nella settimana, essendocene a Caprera diversi e anche lontani, dovendo raggiungerli a cavallo, da Punta Rossa a Stagnali dove c’erano i bersaglieri, ai due di Poggio Raso fino a Messa del Cervo e Arbuticci).

“Rientro alle 10:30 e per le 11:00 assolvo altri servizi”, scriveva l’ufficiale.

“Dopodiché alle 12:00 pranzo, alle 13:00 mi metto a letto ma non posso conciliare sonno. Alle 15:00 devo andare a presenziare al bagno della truppa. Sono arrostito dal sole,  … ma io, … con tanto soffrire pur mi rassegno. E penso che molti, e molti altri, hanno disagi maggiori del mio. Ci voleva la guerra, e solo la guerra, per insegnare a tanti di quanto dolore e pene è dispensiera la vita. Eppure … fortunati quelli che riescono a riportare la pelle a casa intatta. Infelici quelli che soccombono nella dura lotta, sacrificando gli anni giovani, le sostanze e le speranze”.

(22– continua) Claudio Ronchi – claudioronchi@tiscali.it