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martedì, Aprile 13, 2021
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“Carla Panicali’s Bag”, opera per ricordare una donna che amava Maddalena

Carla Panicali bagQualche settimana fa, presso il sentiero “La Conigliera”, a Stagnali, ha avuto luogo l’inaugurazione dell’opera “Carla Panicali’s Bag” di Maria Dompè, vincitrice della prima edizione della Biennale “Arte e Natura” del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena.

Carla Panicali era moglie del grande pittore Carlo Battaglia che a La Maddalena ebbe i suoi natali. Dopo la presentazione dell’iniziativa da parte di Emanuela Rio, dell’Ente Parco, e del presidente Giuseppe Bonanno, ha preso la parola l’artista Maria Dompè, che ha spiegato “l’essenza” dell’opera da lei realizzata e dal Parco premiata. La “Carla Panicali’s Bag” in effetti “è una borsa, un oggetto simbolico, un contenitore di idee e progetti culturali che a stento potrebbe contenere l’effervescenza individuale di Carla Panicali. L’intento è ricordare una gallerista e collezionista, che dell’arte contemporanea è stata un grande cerimoniere. Ha voluto che l’arte formasse la sua vita, divenendo fra i più illustri testimonial dell’arte del secolo scorso. Un’ immagine, la “Carla Palicani’s Bag” con cui ho voluto idealmente rappresentare il legame con la sua Isola. Una borsa contenente, metaforicamente, la natura ed il territorio del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, terra tanto amata da Carla, vissuta da lei come un’oasi di sosta e riposo dal suo incessante moto creativo, conseguenza di una cultura cosmopolita. Ricordo ancora le sue parole d’amore verso quest’angolo di natura incontaminata. La Maddalena – ha proseguito Maria Dompè – non è solo il colore dell’indimenticabile tramonto nel mare, ma i profumi, i fiori spontanei, il vento, l’essenza di una terra privilegiata. Carla è stata la compagna e moglie di un artista nativo di La Maddalena, Carlo Battaglia, costituendo con lui un binomio familiare di grande vitalità artistica. Una felice occasione, ma soprattutto un privilegio per me ricordare Carla. Una donna icona per l’arte moderna e contemporanea. Un’amica sincera” è andata a concludere la Dompé, “un carattere volitivo, spesso difficile per i modi franchi e diretti ma capace di slanci inimmaginabili. Ritengo giusto che la sua ‘isola felice’, La Maddalena, la evochi con un tributo alla sua memoria ed io sono onorata di essere stata il mezzo per sollecitare il ricordo con questa piccola e simbolica opera ma grande nel sentimento del ringraziamento”.

Dopo l’artista Maria Dompè ha preso la parola la professoressa Giovanna Sotgiu, la quale ha ricordato come Carla Panicali, che “ha tanto amato l’Arcipelago e La Maddalena”, non sia stata molto conosciuta all’Isola “perché è sempre stata piuttosto riservata, non per questo però era una persona non consapevole delle cose che qua avvenivano e che potevano migliorare o peggiorare La Maddalena dal punto di vista sociale come artistico ed economico. Si è sempre interessata molto di quello che succedeva qua, anche se apparentemente era una sconosciuta. Il suo eremo era la sua casa. Tornando al concetto di unire l’arte con la natura: a casa di Carla Panicali, qui a La Maddalena, questo si respira!”. Basta entrare nel cancello della villa, nel giardino”, ha proseguito Giovanna Sotgiu, “e si vedono subito le opere di scultura moderna, che amava molto e della quale era una profonda conoscitrice. Subito a destra, entrando, c’è un’opera che, per me, è un ‘… calzino rivoltato’; e poi più in là ci sono teste di cavalli, e poi opere di artisti contemporanei che oggi sono molto conosciuti ma che lei aveva già identificato tanti anni fa quando probabilmente erano solo delle figure che balenavano e che non si sapeva che fine avessero potuto fare”.

Giovanna Sotgiu ha proseguito mettendo in evidenza il su grande amore della Panicali per La Maddalena e per il suo Carlo Battaglia. Ha ricordato che in municipio, oggi, “ci siano due suoi quadri, uno sulla scalinata di accesso e un altro nel Salone Consiliare”. A La Maddalena ha sempre approfondito i temi che riguardavano l’Isola. “Pensate”, ha detto Giovanna Sotgiu, “che la prima volta che sono andata in casa sua, in maniera ufficiale, è stato quando aveva riunito tutti i suoi amici, e non erano amici di poco conto. Mi ricordo ad esempio il procuratore Francesco Greco ed altri, per parlare dei piani urbanistici. Pensate, ‘una che veniva da fuori’, che aveva interessi da tutto il mondo, da New York a Dresda, con tanti impegni, che poi a La Maddalena si interessava di questa cose che la commuovevano profondamente. Le vicende del Parco ad esempio, e quelle che a noi possono sembrar pane quotidiano, per lei erano di approfondimento. Quando è stato inaugurato il Memoriale Garibaldi, lei si era messa a disposizione per fare una mostra con le sue opere di scultura, senza dimenticare che quelle del marito Carlo erano state esposte al Main Conference dell’Arsenale … Questo per dire che noi, a Maddalena, magari non la conoscevamo ma lei conosceva bene noi e ricordarla con quest’opera mi fa enormemente piacere, è un modo sereno, allegro, per ricordare una persona che ha partecipato molto, e attivamente, alla vita di La Maddalena”.

Claudio Ronchi