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lunedì, Marzo 8, 2021
Attualità

Siamo sicuri che ci serva un nuovo G8?

Arsenale plastico G8Forse sarebbe opportuno riflettere su una proposta che si è affacciata alla ribalta del “movimentismo” che ogni tanto anima, come una folata di vento, questa Isola e questa comunità.

Si è convinti che la riproposizione del “G8” possa essere una soluzione per risarcire e rilanciare l’Isola e la sua economia.

Forse sarà così! Forse sarà possibile ultimare le opere, forse sarà possibile ripulire il mare, forse sarà possibile avere dopo “un qualcosa” che rimanga e che consenta di “lanciare” un nuovo corso … forse.

Il convegno organizzato per chiarire tutto ciò, con la partecipazione di nomi illustri, secondo me, ha lasciato intatti tutti i “forse” e tutti i “ma” e i “se”.

Tutti discorsi perfetti sul piano teorico, ma su quello pratico nessuna proposta operativa concreta. E forse, e ridico “forse”, si è trascurato, in primis, un particolare non secondario: per il G8 (G7) prossimo, si è candidata (è stata candidata) Firenze, che per puro gioco del destino, e detto senza alcuna malizia, è anche La Città del nostro Presidente del Consiglio dei Ministri … abbiamo chance? Forse sì!!!?

E se tutto andasse come molti desiderano, non possiamo più illuderci, visto l’esperienza pregressa, che il Nostro parere conti qualcosa e che ci sia una ricaduta vera e oltre la dovuta propaganda chi può assicurarci che le “cose” non prendano un corso diverso? Nessuno!

Ma qualcuno obietterà che a causa del mancato G8 la nostra economia non è decollata. Probabilmente ha ragione.

Ma è anche vero che l’allora Presidente del Consiglio aveva promesso una serie di eventi importanti da svolgersi in quei luoghi, eventi che non si sono mai verificati; come è stata una presa in giro la promessa di ultimare i lavori e infine la messa in opera delle nuove bonifiche per sopperire a quelle “finte”, che sono ancora un ostacolo per poter fruire di tutte quelle potenzialità.

Proprio perché tutto è in potenza ma nulla in atto è necessario fare proposte operative serie e concrete a partire da un coinvolgimento della proprietaria di quei luoghi: La Regione Sardegna.

È la politica regionale che deve “battere un colpo” (forse in testa a qualcuno per svegliare dal torpore dell’oblio) e ricordarsi che qui, così continuando, sono veramente stati sperperati i soldi dei cittadini, ed è necessario fare immediatamente tutto il possibile per salvare il salvabile.

È necessario far investire privati affidabili che possano riconvertire tutte quelle opere e farle fruttare trasformando l’investimento in lavoro per rifondare l’economia della nostra città.

Infatti senza un serio progetto industriale strategico di uso di quei luoghi, che si prestano a molteplici utilizzi, non si crea lavoro, non si riattivano i consumi interni, e la popolazione è destinata a diminuire e ad invecchiare!

Certo bisogna scegliere le “persone” giuste! In altri luoghi non lontani da qui lo hanno fatto, perché non potremmo farlo Noi?

Se poi vogliamo ancora puntare sulla “inutile vetrina” del G8/7 continuiamo ad illuderci ma, ripeto, non penso sia la soluzione: L’Aquila docet, oltre la chiassosa propaganda, che si è spenta subito, in quei luoghi è cambiato forse qualcosa prima e dopo il G8? Andate a vedere … anche lì son state fatte solo chiacchiere e promesse infatti tutto e rimasto come o peggio di prima. F.Pio Palazzolo