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lunedì, Maggio 23, 2022
Cultura

La Maddalena. Successo de “I morti non tornano mai”

Gian Carlo Tusceri, autore e regista de: I morti non tornano mai.
Gian Carlo Tusceri, autore e regista de: I morti non tornano mai.

La Maddalena. Successo de “I morti non tornano mai”

Più che “I morti non tornano mai”, l’invocazione, in chiusura della bellissima commedia scritta da Gian Carlo Tusceri, è stata: “I morti non devono tornare mai”. Perché come è giusto che Francischina conservi nel cuore il ricordo del defunto marito Paulinu (senza, peraltro, ergere altarini con contorno di lumini al suo ritratto), è altrettanto giusto che questi non torni più nella casa dove ha vissuto per tanti anni, sentendosi ancora padrone, sia dell’abitazione che, soprattutto, della vita della moglie, alla quale vorrebbe negare un futuro sentimentale. Lei dovrebbe vivere solo del suo ricordo. E Francischina, lo sta facendo, ma rivederlo un bel giorno in ‘carne e ossa’… no!, è davvero troppo. Tanto che, dalla gente, la donna viene presa per visionaria. Nasce così un incrocio di situazioni e di personaggi: fattucchiere, federale podestà e figli della lupa, vescovo prete e sacrestano, tutti impegnati a farle recuperare i sintimenti. Solo quando un abbattuto Paulinu, capisce e ritorna al suo posto, allora ritorna il sereno. Questa, in sintesi, la trama del lavoro di Tusceri, già rappresentata circa 30 anni fa dall’allora “Collettivo Elicriso”, e riproposta, giovedì 22 agosto scorso, dallo stesso gruppo teatrale, parzialmente ‘aggiornato’. La commedia (dopo il rinvio per il maltempo, ma questa volta sotto un bellissimo manto di stelle e la luna che la faceva da padrona), introdotta dall’emozionatissimo bravo presentatore Marcello Sorba, è stata rappresentata, così come avvenne tanto tempo fa, presso il Teatro dei Colmi, in una struttura, oggi, decisamente più moderna e funzionale, vestita delle note di Andaremu spaperzi, brano degli Humaniora su testo (poesia) dello stesso Tusceri. Notevole la prestazione di un nutrito gruppo di attori, tutti dilettanti, che si è alternato sul palcoscenico, con Michela Del Giudice (Francischina du lummu), Lino Sorba (Antonio Spacciapocu), Tino Tamponi (Pret’Andria), Giorgio Acciaro (Paulinu ‘ciappilletta’), nei ruoli principali. Tra gli altri (chiedo scusa per non poterli citare tutti), da segnalare la prestazione dei due “figli della lupa” Alessia Pasella (Barburetta) e Andrea Ferrigno (Ravanetta). Al termine della rappresentazione, applausi e consenso da parte dei numerosissimi spettatori (anche se, ad essere sinceri, mi sarei atteso il tutto esaurito). E avà, Giancà, vói sì, m’arracumandu… turnéti prestu.  Domenico Battaglia