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venerdì, Febbraio 26, 2021
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La Maddalena. Tonno Rosso: la Guardia Costiera ha scoperto traffico illegale con l’utilizzo di documenti falsi su tutto lo stivale; denunce e sanzioni per quasi 4 milioni di euro

La Maddalena. Tonno Rosso: la Guardia Costiera ha scoperto traffico illegale con l’utilizzo di documenti falsi su tutto lo stivale; denunce e sanzioni per quasi 4 milioni di euro.

(Comunicato stampa). Questa  mattina il Comandante della Capitaneria di Porto- Guardia Costiera di La Maddalena Capitano di Fregata (CP)  Fabio POLETTO ha tenuto presso la sede di Guardia Vecchia  una  conferenza stampa per illustrare i risultati conseguiti a seguito di una vasta indagine sulle irregolarità riscontrate nella pesca e commercializzazione del Tonno Rosso. Alla conferenza erano  altresì presenti  il Contrammiraglio (CP) Franco G. PERSENDA, Direttore Marittimo del Nord Sardegna, che ha coordinato  l’azione dei militari  della Guardia Costiera nelle provincie di Olbia – Tempio e Sassari e il Sostituto Procuratore della Repubblica di Tempio Pausania Dott. Riccardo ROSSI che ha coordinato le indagini su tutto il territorio nazionale. Presenti anche alcuni Sindaci dei Comuni della Gallura, rappresentanti della Provincia di Olbia-Tempio e il Presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena. l Comandante Poletto ha illustrato le varie fasi delle attività di indagine, iniziate nel mese di Agosto 2010 e terminate a maggio scorso, che hanno preso inizio a seguito di un controllo documentale  presso un centro all’ingrosso della filiera ittica in Gallura.  Qui i militari hanno infatti scoperto che il commercio del tonno rosso veniva effettuato senza i previsti documenti  di accompagnamento obbligatori, per la tutela della specie considerata in pericolo di estinzione, dalle normative comunitarie e nazionali vigenti :  “BCD – Bluefin Catch Document”. Dopo reiterati tentativi per ottenere tale documentazione in originale si scopriva che molta della documentazione presentata  era stata presumibilmente  modificata/alterata  nelle date e nelle quantità per essere molto probabilmente  riutilizzata e permettere così lo smercio incontrollato ed illegale di tonnellate di tonno rosso. Immediatamente veniva  informata la Procura della Repubblica di Tempio Pausania  che delegava i militari al compimento delle indagini per i profili di responsabilità penali ed amministrative su tutto il territorio nazionale. Venivano quindi interessate nove Direzioni Marittime, una Capitaneria di Porto e sei Uffici Circondariali Marittimi nonché il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto. Le indagini portavano  alla luce un ramificato sistema di compravendite illegali di prodotto ittico. Nel mese di maggio 2011 veniva depositato presso la Procura di Tempio Pausania il resoconto delle sopra richiamate  indagini dove venivano ipotizzati reati a carico di società che avevano presumibilmente proceduto alla modifica dei documenti di cattura ed al loro successivo inoltro ed utilizzo. Tali falsificazioni avrebbero dunque consentito l’immissione nel mercato nazionale ed internazionale di prodotti provenienti da attività di pesca e commercio illegali di specie tutelate dalla Commissione Europea e ICCAT “International Commission Conservation of the Atlantic Tuna”  oggetto di piani di ripopolamento. Alcuni dei reati configurati vanno dalla  falsità materiale in atto pubblico commessa dal privato alla falsità ideologica commessa dal privato, soppressione, distruzione e occultamento di atti veri,  frode nell’esercizio del commercio e  truffa. el totale si sono ravvisate circa mille violazioni amministrative per un totale di circa 4 milioni di euro di sanzioni eventualmente comminabili.

(Lunedì 25 luglio 2011)