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domenica, Febbraio 28, 2021
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Arzachena. Vendeva champagne con etichette contraffatte. Denunciato arzachenese

Arzachena. Vendeva champagne con etichette contraffatte. Denunciato arzachenese.

Un arzachenese di 29 anni è stato denunciato dai Carabinieri di Arzachena per i reati di truffa, commercio di prodotti con segni falsi e contraffazione, alterazione o uso di segni distintivi di opere dell’ingegno o di prodotti industriali. È stato trovato ieri in possesso di centinaia di etichette di champagne d’annata e bottiglie pronte per essere spedite anche all’estero per cifre elevate. L’uomo, colto mentre era intento a spedire due bottiglie, ha ricevuto una perquisizione domiciliare durante la quale è stato rinvenuto tutto il materiale che utilizzava per le operazioni. Decine di bottiglie di varie taglie e marche già pronte, scatole di bottiglie stivate per essere contraffatte, un mini-compressore per ossigenare lo champagne e, soprattutto, centinaia di etichette indistinguibili da quelle originali erano presenti nella stanza adibita a piccolo magazzino dell’autore. E’ stato anche trovato un computer portatile, che sarà dettagliatamente analizzato nei prossimi giorni, col quale i Carabinieri ritengono provvedesse alla commercializzazione dei suoi prodotti su internet ed a fornire i dati per i bonifici bancari in suo favore. L’indagine, partita tempo fa, ha avuto una svolta all’inizio di questa settimana, quando un investigatore privato del gruppo Moet Hennessy, la società titolare del marchio Moet & Chandon, si è recato in caserma ad Arzachena per denunciare alcuni riscontri che aveva a sua volta acquisito. “Grazie all’azione congiunta degli uomini dell’Arma e dell’investigatore privato, quindi, – è scritto nel comunicato stampa dell’Arma – è stato possibile ricostruire il meccanismo attraverso il quale l’uomo arzachenese riusciva a distribuire, in tutto il mondo, le bottiglie contraffatte. Egli era uso acquistare importanti quantitativi di champagne di annate molto recenti e qualità normale, con una spesa che poteva per lui essere non superiore ai 400 euro la bottiglia”. Secondo i Carabinieri, “con le scorte accantonate, sfruttando una sorta di laboratorio casalingo, riempiva altre bottiglie che aveva appositamente preparato con etichettature, contraffate, di champagne d’alta qualità e, soprattutto, d’epoca di solito risalente alla prima metà del novecento. Grazie all’escamotage, era stato in grado di disporre di una cantina di valore fittiziamente elevatissimo, con pezzi che potevano essere stimati anche in 20.000 euro la bottiglia. Tutte le più famose tipologie di champagne erano, di fatto, interessate. Tramite internet, quindi, provvedeva alle esportazioni in tutto il mondo. Per mezzo di una vendita da lui perfezionata negli Stati Uniti d’America” è sempre scrito nel comunicato stampa, “è stato possibile intercettare il traffico fraudolento. Infatti, un acquirente di New York, collezionista ed esperto di champagne, ha compreso che alcune bottiglie da lui acquistate e risalenti, secondo le etichette, ad annate importanti, contenevano un prodotto evidentemente non corrispondente a quello originale. Questa è stata la segnalazione che ha consentito di ricostruire tutto il percorso delle vendite, sino ad arrivare all’uomo arzachenese”. (Mercoledì 20 luglio 2011)